C’e un vero e proprio alfabeto degli odori che permette di conoscere il linguaggio della comunicazione olfattiva e l’effetto psicologico degli odori dipende sopratutto del loro effetto sul sistema nervoso e delle memorie con cui sono associati.  Non vi è dubbio però che l’effetto psicologico di una fragranza dipende in buona misura del contesto in cui viene utilizzata. Per esempio un profumo indossato dalla donna amata avrà una forte carica sensuale, lo stesso profumo sentito al bar nella propria tazza da caffè farà pensare a condizioni igieniche insufficienti e potrebbe suscitare una reazione di disgusto, perciò gli aromi sono scelti in primo luogo in funzione dello spettacolo e della situazione nel quale s’inserisce.

La scelta delle fragranze di una scenografia olfattiva dipenderà inoltre dal tipo di pubblico e dalle sue attese. Profumare un concerto rock con dei profumi celesti e rilassanti sarebbe un errore. Al pubblico rock piaceranno gli odori violenti, contestatori e tonici come il patchiouli, il limone, la menta e gli altri aromi preferiti dai giovani.

L’intensità dell’odore è molto importante e l’errore più grave è di somministrare una dosa eccessive. Spesso la piacevolezza di un odore varia inversamente alla sua intensità. Un concerto di profumi deve iniziare con diluizioni tale che le fragranze si devono indovinare, che il naso le deve ricercare e esplorare per rassicurarsi, prima d’aprirsi al crescendo.