Profumi maschili: strategie di conquista

Gli uomini preferiscono abitualmente le fragranze legnose o speziate o erbacee, mentre gli aromi fioriti sono considerati femminili. La mia esperienza con i consumatori di profumi mi ha dimostrato che c’è una divisione chiara fra profumi maschili e femminili, ma molte donne prediligono profumi maschili mentre pochi uomini scelgono di indossare quelli fioriti, dolci e romantici. Il solo fatto che questo tipo di fragranze sono vendute come profumi per donne li impediscono poi definitivamente di acquistarli allorché avrebbero una naturale attrazione verso di loro.

Dovremmo viaggiare in Medioriente per trovare maschi capaci di indossare Rosa o Gelsomino senza pregiudizi e senza vergogna. Ho osservato a lungo la gente e i loro gusti in materia di profumi e ho notato che più “Macho” è l’uomo, più legnoso sarà il profumo che sceglierà. Le fragranze fiorite e dolci sono scelte dagli uomini di natura mite e pazienti, che hanno una sensibilità poetica o artistica e che coltivano l’umiltà e la gentilezza come virtù.

Si crede generalmente che le donne preferiscono il “Macho”, ma non è affatto vero, molte donne valutano altamente “l’uomo fiorito”, perché sanno che tende ad essere un partner di vita dolce, affidabile, amante e fedele.

L’uomo “Macho”, con il suo super ego seduce perché dimostra la capacità di conquistare la sua parte del mondo materiale e di assicurare la sopravivenza alla sua famiglia, ma una donna alla ricerca dell’amore vero non lo sceglierà, perché sentirà istintivamente che l’energia e l’ego di un tale uomo lo spingerà anche ad altre conquiste femminile.

Nella scelta del partner la donna ragiona molto con il suo istinto di madre prima ancora di diventarlo, perché in natura, la responsabilità primordiale di assicurare la sopravvivenza della propria prole è tutta sua. E’ per questo che quando la sposi è come un agnello, ma quando ha bambini diventa un leoni.

Un uomo sensato dovrebbe utilizzare il profumo come strategia di conquista esattamente come usa il suo vestirsi. Un uomo macho che indossa profumi fioriti oppure un uomo poetico che indossa profumi legnosi diventono irresistibili per molte donne, perché la natura maschila diventa in questa maniera completa e sembrano possedere i vantaggi di entrambi tipi di maschio.

Piramidi olfattive

Piramidi olfattive

I profumieri sono molto discreti sul loro lavoro perché preferiscono conservare un’aura di mistero. Le poche informazioni che rivelano sono un po’ come gli scritti nei libri di alchimia, fatti per sviare i curiosi e per completare la conoscenza degli iniziati.

Non ha senso spiegare o visualizzare un profumo naturale in una piramide olfattiva con tanto di note di testa, di cuore e di fondo. Moltissime essenze della profumeria naturale sono sia di testa che di cuore, o sia di cuore che di fondo, oppure di tutto il tre insieme. Sono invece poche le note unicamente di testa , di cuore o di fondo.
Questo modo di vedere vale soltanto per le molecole singole (aromachemici) usate per la profumeria di masse (e di lucro).

Chi ha poi detto che un profumo deve avere note di testa, di cuore e di fondo?
I giapponesi mi chiedono profumi personalizzati di solo note di fondo; Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Vaniglia per prendere come esempio quello di oggi stesso. Questo è il loro gusto personale e la loro cultura olfattiva.
Un profumo deve rispondere a dei criteri estetici stereotipati o ai bisogni dell’anima di chi lo indosserà?

L’unica ragione per la quale si insegna che un profumo deve avere note di testa, di cuore e di fondo è che chi l’insegna ha ricevuto lui stesso a sua volta questo insegnamento, e possiamo risalire così ad un’epoca lontana in cui i criteri estetici esigevano questo tipo di profumo. Non è forse sclerotico questo approccio culturale?

L’anima ha bisogno di profumi naturali, sono primordiali per il nostro equilibrio psicologico, emozionale, ci ricollegano attraverso le memorie olfattive al nostro percorso di vita e alle nostre radici, ci nutrono di emozioni alla nostra insaputa. Sono anche fondamentali per noi come per tutti gli organismi vivi nella scelta del partner e nel processo riproduttivo, sempre alla nostra insaputa, attraverso i feromoni che sono il profumo identificativo di ciascuno di noi.

Per queste ragioni la visione che governa la costruzione del profumo moderno è inadeguata e limitativa, e le piramidi olfattive colorate offerte in pasto al consumatore di profumi non sono altro che fumo all’occhio e marketing di vendita per un prodotto che la maggiore parte delle volte non merita neppure di essere annusato 2 volte.

L’arte del profumiere è un po’ come quello del cuoco in quanto è basato sul “colpo di mano”, e l’improvisazione al volo dove anche l’errore (“mi è passata la mano”) ha il suo posto nel risultato finale, come l’esempio storico del profumo chanel n° 5 conferma.

E’ anche molto simile all’arte del musicista che compone cento melodie che alla fine son solo delle varianti di qualcosa che già esiste, ma a volte, nasce una melodia che ha il potere stupefacente di fissarsi nell’orecchio e di entrare nelle mente al punto che le persone non possono fare a meno di fischiarla tutta la giornata.

Un profumo riuscito possiede questa qualità fissativa, ma non è attribuibile ad alcun ingrediente in particolare ma bensì ad una somma di ingredienti che si moltiplicano a vicenda.

Un buon profumo fatto a regole d’arte ha un odore singolo, unico, un’identità e un carattere suo che conserva dall’inizio alla fine della sua evoluzione sulla pelle. Una fragranza che fa un odore all’inizio poi un’altra dopo, poi uno completamente diverso alla fine è un profumo senza tocco, mal costruito, la cui composizione è stata eseguita senza competenza e la cui ispirazione è carente. Fare questo è alla portata di tutti.

La lavanda ha un odore caratteristico ed è lavanda dall’inizio alla fine della sua evoluzione sulla pelle. Cosa farebbe un profumiere di un assoluto di tuberosa che fa un odore di testa uno di cuore e uno di fondo, tutti diversi. Eppure è così che si comportano la stragrande maggioranza dei profumi moderni. Alla fine hanno tutti l’odore di una molecola unica, quella più persistente delle 2 o 300 che hanno mischiato secondo criteri da scolaretti della profumeria.

La profumeria naturale è del tutto diversa perché molte essenze utilizzate sono improntate nelle nostre memorie olfattive con una carica emozionale legata alle nostre esperienze personali. Così alcune persone che hanno vissuto una esperienza traumatizzante mentre sentivano l’odore della rosa o dell’incenso non li possono supportare nei profumi. Sentono solo quell’ingrediente che risveglia sentimenti così dolorosi anche se la dosa contenuta nel profumo è infima. Fortunatamente questo è anche vero per tutti gli odori legati alle memorie positivi e felici, dell’infanzia e dell’età adulta.

In un profumo naturale ciascuno sentirà più intensamente le essenze che provocano il risveglio di memorie più emozionanti. Un profumo normale è chimico ed è un fatto estetico, un profumo naturale è anche un fatto emozionale.

Quindi parlare di note di testa, di cuore e di fondo per un profumiere naturale è soltanto una confessione di ignoranza della psicologia olfattiva o di incompetenza nel costruire un odore unico, con la sua personalità, la sua anima e con il tocco magico che non viene né dagli ingredienti né dal profumiere stesso, ma solo dal favore del destino.

Un approccio diverso per i Perfumistas

Non c’è dubbio sul fatto che un amante dei profumi dovrebbe adottare un approccio differente del solito per sentire un profumo 100% naturale. I profumi naturali possono essere percepiti stranamente dai perfumistas (amanti dei profumi) e ho osservato che un periodo di tempo è spesso necessario per superare la perplessità iniziale.

I profumi naturali e quelli commerciali sono due mondi diversi. I profumi naturali possono sembrare grezzi a chi è abituato alle fragranze di profumeria, perché hanno un effetto diretto sulle memorie, sulle emozioni e sul sistema nervoso centrale, mentre la profumeria sintetica agisce indirettamente, attraverso l’evocazione dei ricordi.

I profumi sintetici non risvegliano le memorie olfattive, li accarezzano, evocano soltanto il ricordo di queste memorie, il quale è un processo molto più delicato e meno coinvolgente.

E’ cosi perché il profumo commerciale utilizza rosa sintetica, che non è rosa vera ma una sua evocazione, e così via per tutti gli ingredienti elencati nella piramide olfattiva dei nostri profumi commerciali.

Contrariamente a quello che succede nell’industria, molti dei miei profumi non sono disegnati per piacere al maggiore numero, ma ad un “tipo” di persone. Per questa ragione tutti troveranno nei miei “profumi dell’anima” uno o due profumi che gli piaceranno molto, e gli altri no.

E’ molto interessante per chi ama particolarmente una di queste fragranze, di leggere il testo che spiega il “tipo” psicologico che corrisponde alla sua scelta istintiva.

La mia filosofia nel fare profumi è basata sulla personalità e la personalizzazione, esattamente il contrario della produzione di masse.

Le personalità sono forte e spesso i profumi che compongo sono per un “archetipo” di tipo di personalità. Un profumo personalizzato è fatto per una persona del tutto normale che ha una personalità “tipica”, ma il profumo che viene fuori da questa persona, se è stato completato con successo, riflette l’archetipo di questa personalità, e sarà amato da tutte le persone che possiedono questa personalità in parte.

C’è sempre una misura di esagerazione in un archetipo, ed è per questo che ad alcuni i miei profumi possono sembrare esagerati.

Conosco molte persone che, dopo qualche tempo, si sono talmente fatto il naso ai profumi naturali che non sopportano più (come me) i profumi sintetici di commercio.

Il profumo e i media

Si crede generalmente che per un’azienda basta apparire nei giornali per acquisire clienti. La mia esperienza con la stampa è collaudata da anni e mi ha fatto vedere che non è per niente così. L’esempio il più sconcertante è l’ultimo in data, quello del profumo Velvet.

Il mensile di moda della Repubblica è stato così gentile da inviare una sua giornalista ad un mio corso aziendale di profumeria, per svelare i misteri della “creazione” di un profumo, nella fattispecie del profumo Velvet, che avrei dovuto realizzare con la loro inviata.
L’articolo fu pubblicato in Agosto e, cosa che non mi aspettavo, hanno pure rivelato la formula della loro fragranza, in modo di “farla sentire” con l’immaginazione ai lettori.

Il giornale è stato pubblicato in un milione di esemplari, l’articolo su tre pagine era proprio immancabile e, oltre al nostro sito internet, la giornalista aveva avuto la gentile attenzione di pubblicare il nostro numero di telefono e anche il notro indirizzo. Questo mensile finisce spesso sui tavoli dei parrucchieri, ambulatori e tanti altri luoghi di attesa, quindi l’articolo “Il Profumo Velvet” è probabilmente stato letto da più di un milione di Italiani.

Il comico della situazione è che abbiamo ricevuto un’unica telefonata per chiederci se si potreva acquistare il profumo Velvet. Il link a questo articolo è: //velvet.repubblica.it/dettaglio/Crea-il-profumo-di-Velvet/13762

Commenti

sono rimasto molto colpito dalla sua esposizione sui profumi, più di una volta ho sognato di poter imparare questa misticanobile arte…sono un drogato di profumi, non riesco a trattenermi quando trovo fragranze nuove o strane.mi potrebbe aiutare.grazie

Rocco
Certamente, ho un corso di formazione per fare profumi e per diventare profumiere autonomo.
AbdesSalaam Attar

Meccanismo della memoria olfattiva

Il meccanismo della memoria olfattiva

Tisserand-Psycho-Aromatherapy

Il profumiere fa assaggiare i profumi agli altri, questo è il suo pane quotidiano. Faccio annusare le materie prime ad un cliente per comporre il suo profumo, faccio sentire una nuova fragranza al barista accanto, diffondo profumi durante le mie conferenze didattiche, ho sempre le tasche piene di aromi, non perdo un’occasione di spalmare le mani altrui, lascio una scia che stordisce chi non mi conosce.

Un profumiere non deve chiedere mai che cosa pensa l’altro del profumo che ha appena assaggiato, gli basta leggere la faccia. Le espressioni del viso sono infinite, gradimento, repulsione, mi piace, ma non lo indosserei, dubbioso, scettico, intrigato, mi ricorda qualcosa di tanto tempo fa, ma non so che, mi ricorda qualcosa che non mi piace.
Alla fine le espressioni possono essere di due categorie: il sorriso e tutte le altre. Se la persona sorride vuole dire “buono”, se non sorride non comprerà mai un profumo che non gli serve ad essere felice, a meno che si debba sbarazzare dell’obbligo di fare un regalo a qualcuno.

L’unico modo che abbiamo per capire gli odori è di andare a pesca nella nostra memoria olfattiva delle emozioni alle quali sono legate. Una cosa strana che continuo a verificare tutti i giorni facendo assaggiare i profumi è che le persone non sono capace di dare un nome agli aromi anche famigliari se li sentono fuori del loro contesto oppure senza vedere l’immagine dell’oggetto che lo emana. Dicono di qualsiasi agrume che è l’odore del limone, non sanno dire il nome della cioccolata o del tabacco, e quando rivelo il nome dell’odore è per loro come un’illuminazione; era così ovvio!
E perché non ci sono collegamenti diretti tra il nostro cervello primitivo, il nostro “cervello da coccodrillo”, e la corteccia superiore dove risiede il centro del linguaggio. Per identificare un’odore dobbiamo prima di tutto ricordare quali emozioni sono state memorizzata nella nostra memoria olfattiva con quest’odore. Da queste emozioni riusciamo a risalire alle situazioni cui sono state vissute, poi in ultimo luogo alla fonte dell’odore stessa e quindi al suo nome.

E’ curioso che la nostra mente così intelligente segua un percorso così lungo e complicato per dare un nome ad un odore. E’ perchè il nostro olfatto ha preceduto la nostra intelligenza, e perchè ne è in qualche modo indipendente.

Profumoterapia

Un profumiere che cerca l’ispirazione in se stesso è necessariamente molto limitato, ma egli rischia anche di cadere in un ego-trip del tutto incompatibile con l’ispirazione vera, poiché per definizione l’ispirazione trascende la persona che la riceve.

Ho sentito un’intervista di Guerlain e diceva; “Non ho mai “creato” un profumo che non sia per una donna che esistesse realmente e se possibile che avesse un’importanza rilevante nella mia vita”. Un profumo vero è fatto per delle persone vere.

La vera fonte d’ispirazione per il compositore profumiere sono gli altri, ed è inesauribile. Il profumiere deve considerare se stesso come essendo al servizio degli altri e non come un essere mitico degno di essere ammirato dagli altri. Questo è il peggio che gli potesse accadere, chiudersi in un mondo suo, perdendo contatto con la realtà degli altri.

Una sana dose di umiltà è necessaria per potere continuare a progredire sulla via dell’apprendimento. Fare profumi personalizzati per delle persone singole è praticamente l’unico modo di cui dispone il profumiere naturale per iniziare il suo mestiere. Questo deve pero rimanere una costante negli anni, al fine di non perdere contatto con le persone normali (assai diverse dei grossi clienti della moda e del business), e soprattutto per continuare a ricevere degli input d’idea nuove.

Disse un giorno ad un amico musicista: “Non sarai un artista fin che non compone musica che guarisce le persone”. Lo stesso vale per il profumiere, le sue fragranze debbono infondere emozioni positive, energia viva e risanare l’equilibrio psichico.

Questa è la nuova frontiera della profumeria moderna ma è anche il ritorno alla tradizione antica del medico profumiere. E’ la Profumo-Terapia.

Da anni ho un modulo online dove chiunque può scegliere le note base predilette dal suo cuore e chiedermi di comporre il suo profumo di Profumo-Terapia.

Mi giungono richieste per degli accordi che non avrei mai immaginato. Questi sono l’espressione dei desideri profondi dell’anima. Questo confronto continuo con i gusti intimi di persone vere è una sfida continua alla mia professionalità e una fonte costante di insegnamento per me.

Vendere profumi

Stavamo guardando le barche a vela dall’alto della collina sulla costa di Palermo. Mia bimba piccola mi disse: “Papi, voglio comprare una barca, quando sarò grande”.
“Facile”, rispose, “basta vendere profumi alla gente, e questo è facile perché i profumi piacciono a tutti”.

Baba Farid, che fu uno dei più importanti santi dell’India, finisce la sua vita in un villaggio del Punjab, a Pakpattan. Questo era la sua missione. Altri santi vivevano a Dehli o a Lahore, centri di civiltà e di potere. Avevano magliai di discepoli, consigliavano re e viziri. Baba Farid insegno, curo e nutro rozzi paesani durante tutta la sua vita.
Ho passato un anno a Pakpattan, bloccato lì dal destino come lo fu baba Farid a suo tempo, e ebbe molto tempo per leggere e studiare la vita del santo. I suoi erano insegnamenti semplici per gente semplice. Mi ricordo uno dei suoi detti; “non provare a vendere alle persone quello che non vogliono comprare”.

I nostri geni del marketing hanno aggirato il problema per i loro clienti: “Fa desiderare alla gente di comprare quello che non vogliono comprare”. Il punto da capire per noi profumieri è che tutti vogliono sentire buono e vivere in un ambito che ha un buon odore. Il nostro compito di vendere profumi è molto più facile per noi che per altri produttori.

C’è un proverbio arabo che va così: ” Una persona pia è come il profumiere, se egli non ti regala un profumo, perlomeno avrai il piacere di sentire i suoi buoni aromi. La persona corrotta è come il fabbro, se non ti brucia con il suo fuoco, perlomeno ti soffocherà con il suo fumo.

Il medico profumiere

medico-profumiereHo sempre insistito con gli allievi di profumeria perché prendano seriamente in considerazione il mio corso di aromaterapia.
Non c’è una migliore introduzione alla pratica casalinga dell’aromaterapia. “Conoscete le vostre essenze!”. Che sapete di esse se non siete consci dei loro stupefacenti poteri curativi.
Ho equiparato questo corso al terzo livello di profumeria, e potrà accedere al quarto livello di profumeria dopo un esame soltanto chi potrà dimostrare di avere messo in pratica l’insegnamento del corso di aromaterapia.

Mi chiedono consiglio delle persone che vogliono praticare l’aromaterapia e stranamente la logica mi spinge a consigliare loro di seguire i corsi di profumeria.
Ci sono buone ragioni che me lo fanno sembrare indispensabile.

  1. Per potere riconoscere le qualità e non essere costretto ad usare essenze che non sa valutare
  2. Per conoscere gli effetti psicologici che hanno gli odori delle essenze, perché chi li userà pr l’aromaterapia sarà soggetto a questi effetti.
  3. Per imparare a comporre perché la miscele curativa ha necessariamente un odore alla quale il paziente non può sfuggire e questa deve essere di suo gusto
  4. Per imparare che cosa è la profumo-terapia, “il tuo naso è il tuo medico” , che è un aspetto imprescindibile dell’aromaterapia, e che è basata sul comporre insieme essenze dagli odori piacevoli per una persona in un suo profumo personalizzato.

La profumeria naturale, che è la profumeria degli origini dell’umanità, ci fa ritornare noi profumieri naturali alla funzione originale del profumiere, era il “medico-profumiere”.

La Via del Profumiere

kodo

Ci sono modi diversi per iniziare la composizione dei profumi, ma lo spirito della cosa dovrebbe essere unico, “Kodo”: lo Zen del profumo.

Nella mistica ebraica tutti i sensi danno piaceri al corpo tranne l’odorato che dà piacere all’anima. Nella “Via dei Sufi”, ogni “stato” è associato ad una fragranza e nei linguaggi semitici la parole “fragrante” (tayyib) è un sinonimo della parola “buono”, come se tutto quello che è buono deve necessariamente emanare un buon profumo e tutto che emana un buon profumo è necessariamente buono. Così abbiamo la tradizione tramandata del “profumo di Santità” che emana dal corpo dei pii a causa delle loro azioni virtuose (buone).

Un profumiere dell’industria cosmetica deve imparare a conoscere le sue note basi, la loro struttura molecolare, la storia del loro utilizzo e le loro combinazioni felici, il loro prezzo, il loro processo di fabbricazione e la loro eventuale tossicità.

Il profumiere naturale deve imparare anche lui a conoscere le sue note basi, i suoi ingredienti, le note del suo strumento. Il profumo naturale è assai più complesso delle semplici molecole di sintesi usate dall’industria del profumo di masse. L’essenza delle piante è il loro spirito ricavato tramite un processo di base dell’alchimia, la distillazione.

Una conoscenza di base della fitoterapia, la nostra medicina ancestrale, è indispensabile alla conoscenza dell’essenza, perché nell’uso medicinale delle piante aromatiche è quasi sempre la loro parte aromatica che è curativa. La conoscenza della fitoterapia permette all’esperto di conoscere le proprietà della pianta osservando la sua crescita, la sua riproduzione, il suo terreno di predilezione, il suo clima ideale, le sue reazioni alle aggressioni, il suo profumo. Il profumiere naturale deve arrivare a questa conoscenza intuitiva, odorando un’essenza, ne conosce le proprietà medicinali perché si cura con le oli essenziali, lui, la sua famiglia e i suoi amici.

La pratica dell’aromaterapia è una conclusione naturale per chi compone profumi con le essenze naturali. Gli oli essenziali sono sostanze materiali si, da usare in aromaterapia nelle bevande, nei cibi o in massaggio, ma sono anche odori, effluvi immateriali, vibrazioni, e i loro aromi agiscono su di noi in modo sorprendente.Chi non ha sperimentato per esempio l’odore del limone che fa venire l’acquolina in bocca? Oppure ricordi emozionanti legati agli odori del passato? Non sappiamo forse tutti quanto gli cattivi odori possono disturbarci e quanta gioia possono suscitare fragranze gradite come quelle del cibo, del bosco o del mare?

Il profumiere naturale deve imparare anche le proprietà psicologiche delle sue materie prime e li imparerà solo indossandole e osservando l’effetto che provocano su lui stesso e sugli altri. Questa conoscenza non può essere acquisita se no con esperienza personale e questo potrebbe prendere molto tempo. Fortunatamente diverse persone conducono ricerche nel campo della psicologia olfattiva e lo sforzo di studiare le loro conclusioni, aggiunto alle proprie osservazioni basate sull’uso personale delle essenze permetterà a chi prende la “Via del Profumo” di crescere rapidamente in conoscenza fino a contribuire lui stesso con nuove scoperte, perché il campo della ricerca olfattiva è un oceano sconosciuto ancora tutto da esplorare.

La ricerca olfattiva non è limitata alla macchina del corpo, ma esplora l’infinito dell’anima umana.

Vedi anche: Profumeria  e Aromaterapia