Gli orti di Timbuktu

Poiché i sobborghi della città non sono il posto giusto per il mio progetto, ho pensato ai giardini che riforniscono la città con ortaggi freschi. L’acqua è un grosso problema per il popolo di giardinieri, anche se è ben lontano da esserne l’unico. Questi giardini sono anch’essi situati in periferia. La maggior parte si trovano lungo il canale di Gheddafi dove l’acqua è più vicina alla superficie. Purtroppo, man mano che i terreni occupati dai giardinieri vengono lottizzati e venduti dal comune, gli orti sono spostati sempre più lontano in terreni aridi e senz’acqua. Le ONG forniscono loro pozzi per pompare l’acqua, sempre a mano, ogni volta che devono ricominciare da zero. Devono allora ripartire a bonificare terre incolte prestate a tempo determinato dal comune e fare dei pozzi indebitandosi magari di “aiuti” stranieri. D’altronde non ci sono alternative. La città cresce e giardini non possono stare in mezzo alle case. Il loro destino è di essere fuori città. Questa logica non rende affatto meno triste destino dei poveri giardinieri.

La vita di un giardiniere è molto difficile nel deserto, perché gli ortaggi hanno costantemente bisogno di acqua e non di poca. L’acqua è tirata a mano dai pozzi, i giardinieri non hanno soldi ne per le pompe ne per il gasolio. Riempiono due bidoni da 20 litri ad ogni viaggio, la trasportano dal pozzo al giardino a volte distante di 200 metri. Riversano l’acqua nei piccoli quadrati coltivati. Un contenitore per ogni quadrato. Poi ricominciano, tutto il giorno, tutta la vita.

Sono così occupati a coltivare che non possono andare al mercato a vendere il loro raccolto, devono venderlo a un prezzo inferiore ai commercianti del mercato, perdendo una parte significativa del prezzo di vendita.

Quando ho curato questa gente mi sono reso conto che l’uomo non è stato creato per portare 40 chili di peso per tutto il giorno. La loro spina dorsale è tutta scassata, ovunque si spinge soltanto dolore. Ma non possono mai fermarsi… Senz’acqua un giorno le piante muoiono.

Quando arriva la stagione secca, il livello dell’acqua nei pozzi scende, e presto diventano completamente asciutti.

Dopo aver visitato diversi giardini e parlato con i giardinieri ho capito che dare loro un pozzo e una pompa eolica non ha molto senso, a lungo termine, perché saranno presto cacciati dai loro giardini per fare posto alle case.

Ho invitato il capo di ortolani del canale a l’hotel, e ho dato loro semenze dei migliori ortaggi Italiani, spero che questo potrà migliorare un pò la loro vita.