L’ospedale di Tahara

Dopo avere incontrato quattro pozzaioli sono in stallo. Nessuno di loro mi ispira fiducia. Non so più che fare, non ho un pozzaiolo e neppure un posto dove fare il pozzo ma non sono preoccupato perché durante questa prima settimana di soggiorno a Timbuktu, un’altra situazione parallela si è sviluppata, e non ho l’impressione di non fare nulla. Tutto è iniziato quando ho cominciato a curare le persone dell’hotel con l’aromaterapia. Erano dei malanni semplici da curare con le essenze, mal di denti, emicranie, mal di schiena o emorroidi… Si è subito sparsa la notizia che i miei rimedi erano buoni e la gente del quartiere ha cominciato a presentarsi a l’hotel per chiedermi di curarli. Quando poi gli anziani sono arrivati con i loro problemi articolari li ho trattati con l’agopuntura. Il successo di queste cure è stato tale che dopo pochi giorni trovavo  ogni mattina 15 o 20 persone ad aspettarmi in strada.

I malati erano in tanti e non potevo più curarli nel salone dell’hotel e neppure potevo farlo per strada. Ho quindi chiesto a Tahara di poter allestire la sua tenda nella corte dell’hotel per ricevere i pazienti.


Lei accettò volentieri senza nemmeno pensare che questo avrebbe potuto nuocere alla sua attività commerciale. Tahara è una donna generosa e di nobile famiglia, è una Haidara, una famiglia di santi dell’Islam. E’ conosciuta a Timbuktu e rispettata per la sua integrità e la sua dedizione ad aiutare gli altri.

Tahara ha anche fornito un letto dell’albergo per trattare le persone che hanno bisogno di aghi nella schiena.

Mi dedico quindi tutti i giorni a curare i malati. Sono soprattutto i poveri della città che non possono permettersi di pagare i dottori dell’ospedale o i rimedi delle farmacie.


Decido quindi di aspettare un po’ e vedere se la situazione del pozzo si sblocca in qualche maniera, perché non so come muovermi per farlo da me. D’altronde come potrei rifiutare di curare bambini che piangono dal dolore o persone troppo povere per accedere al sistema sanitario allorché ho, con l’aromaterapia e con l’agopuntura, rimedi capaci di alleviare le loro sofferenze e di guarirli.

Abbiamo installato un muro di tela dipinta per separare i clienti dell’hotel dai pazienti

L’ospedale di Tahara è in funzione da quattro giorni e mi rendo conto che non possiamo continuare così. Sono ormai troppe le persone che vengono a farsi curare, sono letteralmente assediato nel mio hotel dalla mattina alla sera. Tutta l’attività dell’hotel e dei suoi impiegati è diventata condizionata dai pazienti a discapito dei clienti.

La preoccupazione delle madri per un figlio malato