Visita a Bir Amin

Ho visitato Bir Amin, il pozzo asciutto dei Tuareg che ho riparato due anni fa.

Il re dei Tuareg ha cercato di sabotare il suo pozzo pur di potere continuare a ottenere finanziamenti dalle ONG straniere. Ma il santone del deserto, il vecchio Ismael gli ha impedito di portare a termine la sua opera.

Siamo scesi nel pozzo per controllare il suo stato e c’è ancora molto acqua.

Il re dei Tuareg vive in città e i suoi servitori Bella pascolano i suoi cammelli nel nord. Questo pozzo lo interessa soltanto nella misura in cui porta soldi nelle sue tasche. Per fare ciò, il pozzo non deve dare acqua. Lui porta qui gli stranieri, mostra il vecchio Ismael e i suoi montoni e comincia a piangere sulla sorte dei poveri Tuareg il cui pozzo è asciutto. Tutti lasciano una mancia di qualche centinaia o migliaia di Euro. Dopo la mia partenza il re ha portato un pozzaiolo per togliere il tappo di cimento in fondo al pozzo. Così la sabbia e il sale diminuiscono l’acqua. Secondo Ibrahim Traore il pozzo è stato fatto così bene che il livello della sabbia si è stabilizzato. Ismael dice che l’acqua è sufficiente. Purtroppo ho appreso che le due persone in cui avevo riposto tutta la mia fiducia per continuare il mio lavoro dopo la mia partenza non sono stati di parola.Il medico tradizionale che avevo pagato in anticipo per curare i Tuareg per un anno intero non è mai venuto e non ha curato la gente del pozzo gratuitamente come avevo chiesto. Eppure al telefono quando lo chiamavo dall’Italia stava ogni volta tornando dal pozzo ed era occupatissimo a curare i Tuareg. L’amico ingegnere che avevo incaricato di controllare la situazione del pozzo non si era neppure accorto del sabotaggio prima di oggi.