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Appena arrivato in Cashmir, mi ha colpito l’eleganza semplice con cui le donne del Cashmir indossano il loro velo.

Ho chiesto a Cigri se era possibile farmi mostrare il modo in cui lo si metteva e mi disse che certamente le due maestre della scuola del campo di Surbuland me lo avrebbero fatto vedere.

Abbiamo visitato le due classi delle maestre che sono due sorelle. Saiqa e Saira con le loro classi.

Dopo di ché mi hanno mostrato come fare e ho usato il mio chador come velo per essere sicuro di avere imparato bene.

Poi le abbiamo accompagnate a casa loro con la nostra macchina, su nella montagna. La casa è distrutta e vivono in due tende, sono in tutto 12 persone. Spesso vanno a far scuola a piedi, ci sarà mezzora di cammino. La loro mamma mi ha ricevuto, ho visto dal modo in cui guarda le sue figlie che è molto fiera di loro.

Il posto è bellissimo, le galline vivono su un albero, l’acqua è deliziosa e loro ospitalità dolcissima.

La più giovane, Saira, mi chiama uncle, zio, e mi sento onorato perché questa parole significa rispetto e fiducia completa da parte sua. E come una dolce responsabilità.
Ho mostrato loro le foto delle bimbe che tengo nella mia macchina fotografica, quando sono andato via Saira mi ha chiesto se un giorno le porterò a casa sua, sulla montagna.

Alla sera abbiamo ricevuto una telefonata da Islamabad, La casa di Fayaz è pronta.

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