A proposito dell’Eucalipto

Eucalyptus

Le piante aromatiche sono utilizzate da migliaia di anni e sono sempre state considerate e usate nella medicina naturale. Circa 40.000 anni fa permisero agli aborigeni australiani di sopravvivere, nonostante dure condizioni ambientali, romani e greci facevano un uso molto largo di sostanze aromatiche naturali, e scrissero diversi testi per vantarne le proprietà curative e per redigere una sorta di mappa delle migliori regioni di produzione.

Arabi e musulmani perfezionarono le tecniche di distillazione e studiarono gli estratti aromatici, arrivando ad un’ottima conoscenza delle proprietà curative degli oli essenziali. Oggi, purtroppo, la gran parte degli oli essenziali in commercio è rappresentata da essenze sintetiche o miscele falsificate. Il costante aumento della domanda di oli essenziali favorisce il diffondersi di prodotti di bassa qualità. Scientificamente, gli oli essenziali vanno considerati come un insieme di molecole diverse, aventi ognuna proprietà precise: se non si conoscono queste proprietà si arriva a fare confusione e ad utilizzare le sostanze in modo sbagliato. Per esempio: nel mondo ci sono centinaia di specie dei genere Eucalyptus. Gli oli essenziali di queste specie hanno composizioni e proprietà curative completamente diverse, per cui utilizzare un olio essenziale di Eucaliptus per affrontare un’infezione dei bronchi sarà giusto solo se questa specie produce un olio che contenga un’alta percentuale di alcool con proprietà anti infettive, come Eucalyptus radiata o Eucalyptus globulus.

Se si usasse Eucalyptus citriodora l’effetto antinfettivo sarebbe nullo. Gli oli essenziali usati in aromaterapia devono essere prodotti attraverso la distillazione in vapore acqueo della pianta intera o di una sua parte, perchè solo in questo modo si ottengono estratti naturali al 100% senza solventi chimici. Le eccezioni sono rappresentate dalle essenze ricavate dalle bucce degli agrumi, come il mandarino, l’arancio, il limone, perchè in questi casi gli estratti sono ottenuti spremendo i tessuti vegetali: è giusto allora indicare questi prodotti con il termine di essenza, e non di oli essenziali. Il flacone di olio essenziale deve riportare la specie botanica della pianta distillata e il suo nome latino. L’etichetta dei prodotto deve riportare l’organo produttore, questo perchè alcune specie vengono distillate a “piante intere” come la Menta piperita, o il Rosmarino, mentre altre producono oli essenziali diversi a seconda della parte di pianta usata. Per esempio, l’arancio amaro fornisce due oli essenziali, uno ricavato dalle foglie e uno dai fiori, mentre un’essenza è ottenuta dalla buccia dei frutti; a seconda dell’altitudine del clima, del sole, del paese, una pianta produce essenze diverse, che hanno proprietà curative diverse.

Queste proprietà sono definite specificità biochimica. Nell’aromaterapia gli oli essenziali possono essere usati per via esterna, cioè sulla pelle e sulle mucose, o per via interna (orale, vaginale, rettale). Una goccia di olio essenziale è una goccia di sostanza medicinale attiva. Una goccia di Verbena equivale a circa 2 kg di foglie secche della pianta, se si parla di olio essenziale. Si può dire che per fare una,goccia di olio essenziale di verbena occorre lo stesso quantitativo di foglie secche che è necessario per produrre 200 litri di tisana o 20 litri di tintura. Alcune sostanze contenute negli oli essenziali sono molto aggressive, come i fenoli presenti nel Timo e nella Santoreggia, e agiscono in modo molto attivo a basse dosi, E’ dunque necessario dosare gli oli essenziali e potere usare delle soluzioni diluite, omogenee e non aggressive per evitare effetti non desiderati. E’ meglio evitare l’uso di oli essenziali puri. E’ opportuno diluirli ed omogenizzarli in una sostanza naturale neutra (eccipiente) prima di utilizzarli. Spesso un buon successo terapeutico è i legato all’uso di un giusto eccipiente il cui ruolo fondamentale è quello di diluire e disperdere gli oli essenziali e facilitare il dosaggio.

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