Aromaterapia

Profumi naturali e vegani

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Veganismo e profumeria

Il veganismo potrebbe essere visto come una risposta moderna allo sfruttamento crudele e insensato delle specie animali in allevamenti intensivi.

Paradossalmente si preferisce l’acrilico alla lana e la plastica al cuoio. Paradosso perché la plastica è dannosa alle specie animali nella natura.

L’applicazione personale delle restrizioni vegane non è così semplice e pone dei dilemmi etici che vanno ben oltre a quelli originali del rispetto delle altre specie animali.

Questo appare nell’ambito del profumo. Nel mondo del profumo, vegan non è necessariamente sinonimo di buono. Per esempio le fragranze chimiche sono vegan. I moderni ingredienti fatti con le biotecnologie, cioè sintetizzati da batteri geneticamente modificati sono vegan. Magari la materia prima usata per le coltivazioni batteriche è di origine animale ma non lo si può sapere neanche indagando. Questo è un segreto protetto da brevetto.

I feromoni animali

Per il profumo naturale tutto è molto più chiaro.

I profumieri naturali possono usare dei prodotti di origine animali che non sono più usati nella profumeria commerciale, a causa del loro prezzo. Se lo segnalano ai consumatori sono sicuri  che un profumo naturale interamente botanico è vegan.

Questi prodotti di origine animale sono i feromoni animali. Sono degli estratti molto concentrati o delle tinture in alcool, ricavati da secrezioni sessuali di diversi animali.

Questi ingredienti non sono molto diversi per la loro funzione delle nostre secrezioni ascellari, ma il loro aroma è molto migliore.

Il Castoreum sa di cuoio e di catrame, l’Ambra Grigia di mare e di latte materno, l’Hyraceum di pelle conciata e di urina di bambino, il Capreum di formaggio di capra, il Topo muschiato di formaggio stagionato e di frutta troppo matura, e del Zibetto, mi ricordo ancora il commento di una mia allieva, una enologa a cui lo fece sentire: “Che bella puzza!” Esclamò.

Infine, il più famoso di tutti i feromoni animali, il vietato cervo muschiato, sa di potere spirituale e temporale.

I feromoni hanno due effetti sui profumi, il primo è di renderli tridimensionali, aggiungendo la dimensione animale a quella botanica. Il profumo diventa molto più attraente e lo si osserva nelle vendite.

La longevità delle fragranze aumenta, diventano più vive e brillanti e gli ingredienti preziosi che contengono vengono esaltati.

Il secondo effetto è di aggiungere al profumo una carica di animalità che conferirà a chi lo indossa una aura di sensualità, subliminale o provocatoria, a secondo dell’abbinamento con gli altri ingredienti e della dose utilizzata.

I “feromoni botanici”

In profumeria botanica, svariati estratti e distillati botanici assomigliano molto ai feromoni animali, sia per l’odore che per la struttura chimica. Sono dei “feromoni botanici”.

In un profumo non hanno l’effetto esaltatore dei feromoni animali ma possono sostituirli per aggiungere una carica di sensualità.

Hanno spesso odori di corpo umano, di pelle pulita, ma anche di capelli bagnati o di sudore.

Come il cumino che sa di ascelle sudate, il Calamo di corpo non lavato da tempo, mentre quelli più belli sono la Vaniglia, che sa di bambino, il Legno di Sandalo Album sa di pelle maschile pulita, la Cannella e il Cacao hanno una nota di sesso, l’Iris ha l’odore che fa i capelli dei neonati, il Ribes Nero sa di pipì di topi, il Buchu di pipi di gatto.

Il Fieno, il Tabacco, il Gelsomino e in genere quelli chiamati prodotti Nobili dai profumieri, il cui costo è sempre elevato, sono gli ingredienti botanici feromonali.

E noto che per essere buono, un profumo deve contenere qualche ingrediente nobile, come è risaputo che un profumo interamente chimico non può essere buono. Direi che la qualità olfattiva di un profumo si misura dalla quantità di ingredienti naturali che contiene e che i feromoni botanici sono quelli che fanno la differenza tra un mix di aromaterapia e un vero profumo.

Un profumo animale Vegan

Fare una fragranza animale con i propri feromoni è facile ed è un profumo che tutti notano. La mia esperienza è che questa è la fragranza per eccellenza che attira i complimenti dal sesso opposto. “Che buon profumo ha, è Muschio?”

Per farlo, non provare a mettere le vostre secrezioni ascellari in una bottiglia e di mischiarli con delle essenze, non funzionerebbe così bene come un metodo semplice ma efficace. Se siete in viaggio da giorni senza potervi lavare, siete in mezzo alla gente, le braccia incollate al corpo per timore di diffondere i vostri feromoni ascellari, ecco l’occasione di provare e di verificare la mia affermazione, gli oli essenziali sono in grado di trasformare l’odore ascellare in un profumo muschiate che attira i complimenti.

Tre gocce della fragranza “Balla con i Lupi” spalmate sotto ogni braccio sono sufficienti e la trasformazione è immediata.

Il profumo di patchouli ha un odore intimo, sensuale, afrodisiaco e provocatorio. Questi ultimi aggettivi stranamente descrivono anche i feromoni umani. Il patchouli potrebbe essere paragonato a un sostituto o a un potenziatore della nostra produzione di feromoni, quelli che laviamo via ossessivamente ogni giorno con saponi profumati e deodoranti chimici.

Distillazione ed aromaterapia Corso con AbdesSalaam Attar Compositore Profumiere Monte Colombo nelle colline di Rimini Sabato 24 e domenica 25 Febbraio 2018 Altri corsi estivi in preparazione sono: Distillazione della canapa e introduzione alla profumo terapia Distillazione della canapa e corso di psicologia olfattiva

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Oggi distilliamo i fiori di arancio del giardino di Maulana della fattoria. Devono tagliare gli alberi lasciando soltanto il tronco per innestare i limoni. Tutti gli agrumi vengono innestati sugli aranci amari, chiamati Turunj. Il padre degli agrumi.

L’albero dell’arancio amaro che distilliamo è chiamato Turunj a Cipro.

Il succo del frutto è amarissimo. Si prende come medicina, addolcito con il miele, per curare tosse e raffreddori.

Distillando i fiori si ottiene la preziosissima essenza di Neroli. Con le foglie nuove l’essenza di Brout,  con le foglie nuove insieme ai frutti piccoli grossi come piselli si distilla l’essenza di Petit Grain. Con la scorza del frutto si ottiene l’essenza di arancio amaro.

Oggi distilliamo le foglie e i fiori insieme. E’ la prima lezione di Abbas per imparare la distillazione.

Dopo 3 ore di raccolta siamo pronti.

Il nostro distillatore è da 50 litri.

La distillazione comincia.

La nostra distillazione ci ha dato 33 ml. di olio essenziale. E poco ma è normale, è un’essenza preziosa.

bauletto aromaterapia soccorso

A chi è rivolto questo corso

Questo corso è pensato per consentire a chiunque di curare se stesso e la sua famiglia attraverso l’utilizzo di pochi oli essenziali, risolvendo molti dei disturbi più comuni.

Esso è pensato inoltre per coloro che curano le persone con tecniche terapeutiche diverse, in modo da fornir loro maggiori strumenti, per dar beneficio ai loro pazienti.

Questo corso sintetizza 25 anni di esperienze di utilizzo quotidiano dell’aromaterapia.

Gli eccellenti risultati che l’aromaterapia può conseguire sono illustrati, a titolo d’esempio, su questo blog scorrendo giù, dove ho documentato alcune delle mie esperienze a Timbuktu.

Scarica il corso di Aromaterapia di pronto soccorso 

 

Potete mettere in pratica le informazioni contenute nel corso senza bisogno di comprare il kit. Potete utilizzare le essenze vostre e anche realizzare da voi i prodotti composti come il Mental Sport e l’Anti Squali: gli ingredienti sono segnalati senza nascondere alcunché.

Tuttavia, il mio consiglio è di comprare almeno una volta il kit, così da avere un criterio di qualità cui fare riferimento, che vi metta in grado di compiere dei confronti con le essenze di altri fornitori.

Il kit è disponibile alla pagina:  Kit dell’Aromaterapia per il pronto soccorso

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Esiste un parallelismo molto chiaro tra la musica e la profumeria, tra melodie uditive e melodie olfattive. Useremo questa similitudine per capire più facilmente il perché e il come dell’educazione olfattiva.
Come la Musica, la Profumeria è un’arte ed è persino un arte maggiore, essendo dedicata interamente a uno dei nostri sensi di percezione, l’olfatto.
Come mai la profumeria non è insegnata a scuola come lo è la musica o la pittura?
L’olfatto è forse un senso minore e di poco conto? Siamo forse meno amanti dei profumi di altre civiltà?

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I costumi cambiano ma il linguaggio rimane lo stesso. Così alcune parole cambiano significato oppure diventano fuorvianti.

Un secolo fa i profumi erano usati in gran parte su fazzoletti, sciarpe e guanti piuttosto che sulla pelle come è di moda oggi.

C’è una grande differenza tra pensare “il profumo è il mio vestito” e “il profumo è me stesso”.

Il “profumo di me stesso” s’indossa sulla pelle per diventare parte di me, mentre il profumo che mi veste s’indossa sugli abiti che mi vestono.

I feromoni animali usati originalmente nella profumeria sono disegnati dalla natura per durare a lungo. Sono dei feromoni sessuali territoriali che l’animale maschio sparge sul suo territorio per delimitarlo nel confronto con altri maschi e allo stesso tempo per sedurre le femmine della sua specie.

Sono profumi a tutti gli effetti e questi composti chimici sono stati disegnati non solo per resistere al tempo ma anche alle intemperie, al sole, al freddo e alla pioggia.

Profumi animali fatti per durare. Sensualità pura e persistente. Doppio vantaggio di cui si sono avvalsi i profumieri del passato. Piacciono all’animale, evoluto certo, che siamo e danno ai profumi una durevolezza nel tempo sinonimo di qualità.

Un problema però c’è.

I feromoni sono stati ideati dal regno animali per essere spruzzati sulle rocce, sugli alberi, sulle foglie, ma non sulla pelle umana.

Il fissativo animale che funzionava così bene per i profumi da fazzoletto non fa più nulla in un profumo moderno indossato sulla pelle.

Anzi, castoreum e Zibetto durano assai meno del patchouli o dell’Ylang Ylang sul nostro collo o sui nostri polsi.

Nonostante questo, il mito dei fissativo si e protratto fino ai nostri giorni, coltivato con cura dai fabbricanti di fragranze.

Eppure Guy Robert, compositore di Madame Rochas, Diorissimo e tanti altri profumi rinomati dice: “la durevolezza in un profumo non è facile a raggiungere, e nessuno sa come si fa. Io odio e trovo stupida la teoria dei fissativi..” (Guy Robert biogenesis of a perfume)

Eppure i muschi sintetici, oppure l’ambroxan o il Cetalox, le cosiddette ambre sintetiche o anche il castoreum chimico hanno una durata eccezionale sulla pelle, come peraltro il Calone e altre molecole di laboratorio. Questo fatto è semplicemente dovuto alla loro natura incompatibile con il corpo umano. Difficilmente smaltibili dall’organismo, si accumulano volentieri nei filtri naturali del corpo, cervello, fegato, reni ecc, con conseguenze facilmente intuibili.

Durevolezza, queste nuove molecole per lo più inesistenti in natura la possiedono sì, ma proprietà fissative no. La fissazione di un profumo, così difficile a raggiungere e così misteriosa secondo Guy Robert, permette all’insieme del profumo di protrarsi nel tempo, legandone per così dire alchemicamente gli elementi, allorché le molecole sintetiche non fanno altro che durare più a lungo delle altre, diventando di fatto la parte di fondo della fragranza, l’unica che rimane dopo qualche ore.

Dovremmo forse tornare alla filosofia del “profumo che mi veste” invece di quella del “profumo che è me stesso”, per ritornare a godere profumi che non siano oltraggiosamente invadenti oppure persistenti fino alla nausea?

Potremmo pensare che si chiede molto di più al profumo che deve emanare la propria personalità che al profumo che deve vestire la propria persona e in particolare una sorte di esclusività. Ma non è così. La moda fabbrica degli stereotipi, degli archetipi epocali per non dire stagionali, in cui ciascuno può identificarsi, non più come persona unica ed irrepetibile, ma come membro di un club, di una casta, di una elite, di un gruppo.

I modelli proposti sono sempre i stessi: seduzione, lusso e sesso. Una visione piuttosto riduttiva non solo del profumo stesso ma sopratutto dell’essere umano. Le pubblicità dei profumi sembrano molto spesso ideate da una squadra di cocainomani filosoficamente ermafroditi.

I modelli cambiano come cambiano i costumi e il profumo cambia diventando sempre più una zuppa chimica venduta a colpo di persuasione mediatica.

La massaia si fa convincere a indossare il profumo per diventare come la modella della pubblicità. La modella è così unica e irripetibile, ma il profumo è un prodotto di massa che sarà indossato da milioni di individui. Prima che tu ti accorga che invece di attirare il sesso opposto, il tuo profumo agisce come repellente per le persone di buon gusto, cento nuovo profumi fatti per sedurre per il tempo di un altra stagione saranno pubblicizzati per tenere in piedi l’inganno del “profumo di me stesso”.

Forse sarebbe caso di ritornare alla filosofia originale del “profumo che mi veste”, magari soltanto per potere scegliere un altro modello che quello “seduzione, lusso e sesso” che è diventato il pensiero unico del profumo moderno.

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Organo da profumiere

Il misterioso e mitico strumento del profumiere, come costruirlo, spiegato punto per punto e illustrato da fotografie. Piegabile, facilmente trasportabile per viaggi di lavoro, questo organo totalmente innovativo diventerà il modello per tutti i profumieri. Clicca qui

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Il fiore della Betulina

Ho appena ricevuto dal Sud Africa un’essenza che non è ancora disponibile sul mercato internazionale delle materie prime per Profumieri.
La bottiglia aveva perso un po’ e l’interno del pacco era tutto profumato. La potenza di quest’essenza è incredibile. Da due giorni il mio laboratorio e la stanza accanto sono invase da questa fragranza che è un strano misto di gomma da masticare rosa e di pipi di gatto, benché abbia pulito tutto e buttato lontano sia il pacco che l’imballaggio interno.

Avete presente quando entrate in una stanza e dite: sento un topo? L’odore viene dei feromoni che l’animale rilascia con le sue urine. E’ molto similare a quello del gatto.

L’unica altra essenza della tavolozza del profumiere che ha una nota similare è l’assoluto di Ribes, benché sia molto più fruttato di corpo. Questo inquinamento olfattivo del mio laboratorio mi ha permesso comunque di capire meglio l’odore perché sentirlo dalla bottiglia stordisce il naso. Ha una nota distinta di salvia sclarea che è un’essenza ormonale la cui struttura molecolare somiglia ad un feromone. Ha anche un tocco di tabacco fresco anche se non fa che evocare lontanamente il suo profumo.

Tutto questo mi ha dato già qualche idea di come cominciare a lavorare (giocare) con questo materiale, nonostante sappia bene che non piacerà a mia moglie e ai miei collaboratori che si lamentano sempre della mia “attrazione perversa” per gli aromi animali e per alcune “strane puzze” vegetali che uso nei profumi. “Ogni professione ha le sue perversioni” mi ha detto ieri il mio “braccio destro”. “La tua è con queste cose puzzolenti”.

Mia moglie mi ha detto: “Ma, ti piacciono realmente oppure ti diverti a sentire queste puzze. Ogni volta che ce li porta in casa da sentire i tuoi occhi scintillano e sei tutto eccitato”.

Chi capirà il naso d’un profumiere? Esso sente ben più che semplici odori. Un profumiere, in qualche modo, pensa con il suo naso. E’ capace di concettualizzare gli odori e di elaborare con loro delle costruzioni coerenti che stimolano le emozioni e l’immaginazione e che parlino al cuore delle persone. E soltanto una questione di allenamento e di educazione. Non è un granché in realtà, ma possiede l’aura del mistero e del sacro per tutti tranne che per lui (o per lei, ovviamente, visto che la maggiore parte della nuova generazione sono donne).

Questa Betulina è veramente qualcosa di speciale, ho sentito questo non solo con la mia esperienza di profumiere ma anche con il mio naso di aromaterapeuta.

Sembrerà strano, ma una persona abituata a curare con le essenze è capace di indovinare parecchie proprietà di un nuovo olio soltanto annusandolo. Quindi sono andato su Google a cercare informazioni prima ancora di chiamare il produttore per chiedergliele. Subito ho scoperto che, a conferma dell’odore, la Betulina “pipi di gatto” è usata tradizionalmente per incrementare la produzione di urina, per curare i reni e guarire le infezioni urinarie. Ricercherò adesso sugli effetti ormonali che sono probabilmente legati alle disfunzioni dell’apparato urogenitale femminile. Prossime notizie quando comincerò a comporre profumi con la Betulina.

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L’amore per i profumi e la spiritualità vanno di pari, almeno nella tradizione islamica, ben diversamente dell’idea di Serge Luthens per il quale il profumo è un’espressione di decadenza, lussuria e sensualità. Le tradizioni profetiche delle tre religioni monoteistiche, tanto nel loro rituale quanto nelle loro mistiche, ci forniscono diversi indizi circa il rapporto diretto che esiste fra la realtà spirituale degli uomini e la loro capacità olfattiva.

Cominciando dal misticismo ebraico, perché ha origine dal profeta Abramo che è non soltanto il padre spirituale ma anche biologico di Mosè, di Gesù e di Mohammad. Nella mistica ebraica l’odorato è descritto come l’unico senso che da’ piacere all’anima, mentre tutti gli altri sensi danno il piacere al corpo. I racconti profetici che leggerete sotto illustrano il mio punto, cioè che gli esseri umani più spirituali ricordati dalla storia, i fondatori delle grandi fede, hanno avuto un odorato talmente più sviluppato del comune dei mortali che gli ha permesso di percepire e di conoscere cose che erano nascoste a tutti gli altri. Questi esempi, benché riguardando profeti di altre religioni, vengono direttamente dalla tradizione musulmana, in particolar modo dal Corano.

1.) Gesù era solito sorprendere la gente quando, da bambino, descriveva loro tutto ciò avevano mangiato nelle loro case. Questo disturbava molto i concittadini di Gesù perché le regole alimentari erano estremamente rigorose nell’Ebraismo e molti non le osservavano rigorosamente, particolarmente fra i ricchi. Gesu sentiva gli odori di cibo addosso alle persone, come spesso accade a voi come a me, quando per esempio qualcuno ha mangiato i fritti. Tuttavia questa abilità di Gesù era così sbalorditiva perché era in grado di dire loro tutto quello che avevano mangiato, compreso gli alimenti dei quali nessun potrebbe aver sentito l’odore, e sopratutto se erano cibi leciti o illeciti.

2.) A Salomone era stato insegnato il linguaggio di tutte le creature viventi. Una volta passò con il suo esercito vicino ad una comunità molto grande di formiche. Sentendo i passi delle sue legioni, le formiche si allarmarono e si dissero l’un l’altra:

“O formiche, rientrate nelle vostre dimore, che non vi schiaccino inavvertitamente Salomone e le sue truppe ».

[Salomone] sorrise …” (Corano 27, 18-19)

Come ha potuto Salomone sentire le loro voci? Ha sentito l’odore delle loro parole, perché gli insetti comunicano essenzialmente con il linguaggio chimico. Producono i loro feromoni e fra questi i feromoni d’allarme. Con questo dispositivo, un insetto molto piccolo di 2 millimetri può trasmettere il suo messaggio ad altri su lunghe distanze. Ecco che cosa sono le antenne degli insetti: nasi per messaggi chimici (aromatici). Il naso di Salomone era così sensibile che poteva sentire l’odore di questi feromoni da distanze ancora più lunghe delle formiche e poteva riconoscere i loro differenti tipi, quindi conosceva il linguaggio che costituiscono.

3.) Giacobbe era diventato cieco da avere tanto pianto la scomparsa del suo caro figlio Giuseppe. Dopo molti anni l’intero gruppo dei suoi 12 fratelli fu costretto dalla carestia ad uscire dal deserto per trovare frumento in Egitto. Giuseppe era diventato il vizir del Faraone e il suo ministro dell’agricoltura. Loro non lo riconobbero ma lui si. Alla fine rivelò la propria identità nel loro secondo viaggio in Egitto e disse: “Andate di nuovo da nostro padre e gettate questa mia camicia sulla sua faccia. Recupererà la sua vista.”.
Così, quando la carovana si avvicinò alla tenda di Giacobbe, questo disse: “Posso sentire l’odore di Giuseppe”.
E vero che l’odorato delle persone cieche diventa particolarmente acuto, ma non fino a questo punto. Giacobbe era un profeta e, come Gesù o Salomone poteva sentire odori che gli altri non possono sentire. I suoi figli dissero: “Questo è la tua vecchia follia su Giuseppe che ancora non ti lascia”. Ma arrivarono i figli che erano stati da Giuseppe in Egitto e quando gettarono la camicia sulla sua faccia la sua cecità fu curata. Così il naso può curare altri organi del nostro corpo.

Un grande dolore lo aveva reso cieco. Il naso può veicolare potenti emozioni e l’odore di Giuseppe gli procurò una gioia così grande che curò la cecità causata dal dispiacere della sua perdita.

4.) Il profeta Muhammad rimase orfano all’età di sei anni, i suoi unici figli furono femmine, il primo convertito fu una donna, disse che la persona a lui più cara era sua moglie e una volta disse: “Il migliore di voi è colui che è più gentile con la sua famiglia”. La sua tenerezza verso il genere femminile è ampiamente documentato dalle tradizioni e egli li descrisse paragonandoli alla dolcezza del profumo e della meditazione. Disse ai suoi compagni: “Tre cose di questo mondo sono state rese care al mio cuore: la preghiera, il profumo e il genere femminile”.
Ecco perché nell’Islam il profumo è sinonimo di spiritualità così come il matrimonio è considerato come la meta del cammino religioso.
L’uso del profumo per la preghiera rituale del venerdì fu reso obbligatorio (nella misura della disponibilità), e l’arte dei profumi nata in India è stata sviluppata dagli arabi così come similarmente hanno assimilato e sviluppato la scienza della medicina dai Greci.

Entrambe le scienze furono “re-iniettate” in Europa attraverso la Spagna e le crociate. Ma come sappiamo bene con l’aromaterapia, fra profumo e la medicina non c’è realmente una frontiera e la figura dimenticata del medico-profumiere sta rinascendo di nuovo dalla profumeria naturale.
Il profumiere naturale d’oggi non ha la dimensione spirituale di cui era spesso circondato il profumiere antico, ma ha un ruolo equivalente di psicoterapeute e di guaritore delle menti con i suoi profumi, perché possiamo dire che un profumo che fa sentire bene e felice chi è depresso e triste lo ha realmente curato.