Distillare un’isola – L’albero dell’arancio

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Oggi distilliamo i fiori di arancio del giardino di Maulana della fattoria. Devono tagliare gli alberi lasciando soltanto il tronco per innestare i limoni. Tutti gli agrumi vengono innestati sugli aranci amari, chiamati Turunj. Il padre degli agrumi.

L’albero dell’arancio amaro che distilliamo è chiamato Turunj a Cipro.

Il succo del frutto è amarissimo. Si prende come medicina, addolcito con il miele, per curare le tosse e raffreddori.

Distillando i fiori si ottiene la preziosissima essenza di Neroli. Con le foglie nuove l’essenza di Brout,  con le foglie nuove insieme ai frutti piccoli grossi come piselli si distilla l’essenza di Petit Grain. Con la scorza del frutto si ottiene l’essenza di arancio amaro.

Oggi distilliamo le foglie e i fiori insieme. E’ la prima lezione di Abbas per imparare la distillazione.

Dopo 3 ore di raccolta siamo pronti.

Il nostro distillatore è da 50 litri.

La distillazione comincia.

La nostra distillazione ci ha dato 33 ml. di olio essenziale. E poco ma è normale, è un’essenza preziosa.

Corso gratuito di Aromaterapia per il pronto soccorso

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A chi è rivolto questo corso

Questo corso è pensato per consentire a chiunque di curare se stesso e la sua famiglia attraverso l’utilizzo di pochi olii essenziali, risolvendo molti dei disturbi più comuni.

Esso è pensato inoltre per coloro che curano le persone con tecniche terapeutiche diverse, in modo da fornir loro maggiori strumenti, per dar beneficio ai loro pazienti.

Questo corso sintetizza 25 anni di esperienze di utilizzo quotidiano dell’aromaterapia.

Gli eccellenti risultati che l’aromaterapia può conseguire sono illustrati, a titolo d’esempio, su questo blog scorrendo giù, dove ho documentato alcune delle mie esperienze a Timbuktu.

 

Scarica il corso di Aromaterapia di pronto soccorso

 

Il kit dell’aromaterapia

Potete mettere in pratica le informazioni contenute nel corso senza bisogno di comprare il kit. Potete utilizzare le essenze vostre e anche realizzare da voi i prodotti composti come il Mental Sport e l’Anti Squali: gli ingredienti sono segnalati senza nascondere alcunché.

Tuttavia, il mio consiglio è di comprare almeno una volta il kit, così da avere un criterio di qualità cui fare riferimento, che vi metta in grado di compiere dei confronti con le essenze di altri fornitori.

Il kit è disponibile alla pagina:  Kit dell’Aromaterapia per il pronto soccorso

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Educazione olfattiva nelle scuole

EDUCAZIONE OLFATTIVA

Manifesto per l’educazione agli odori

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Mostra olfattiva a Riccione

Esiste un parallelismo molto chiaro tra la musica e la profumeria, tra melodie uditive e melodie olfattive. Useremo questa similitudine per capire più facilmente il perché e il come dell’educazione olfattiva.

Come la Musica, la Profumeria è un’arte ed è persino un arte maggiore, essendo dedicata interamente ad uno dei nostri sensi di percezione, l’olfatto.

Come mai la profumeria non è insegnata a scuola come lo è la musica o la pittura?

L’olfatto è forse un senso minore e di poco conto?

Siamo forse meno amanti dei profumi di altre civiltà?

L’educazione scolastica insegna a tutti i fondamenti dell’educazione auditiva, in quanto insegna a tutti le basi della nostra musica con le sette note musicali.
L’educazione olfattiva non può essere meno importante e sapere nominare l’odore della lavanda o della rosa non è meno importante che di sapere nominare il blu o il verde.

Il programma di educazione olfattiva che abbiamo ideato è molto semplice e può essere riassunto in una frase: “Come diventare profumiere i 4 mosse”.

1. Capacità di nominare gli odori

In effetti, la base dell’educazione olfattiva è di essere in grado di nominare gli odori con il loro nome, il quale non è così evidente.
Il nostro senso primitivo dell’olfatto ha poco connessioni con il centro del linguaggio evoluto della corteccia superiore de cervello.
E’ sorprendente constatare il numero di persone che, sentendo l’assoluto di caffè o l’essenza di limone, sorridono sopra la bottiglia, riconoscendo soltanto le memorie felici associate a questi aromi, senza essere capaci di dare il loro nome a questi odori così familiari.
Con un diffusore speciale mandiamo ai studenti un vento profumato e gli insegniamo a riconoscere il nome di semplici odori tali la lavanda, il pino, il limone ecc…

2. Distinguere i componenti di un profumo

La seconda tappa dell’educazione olfattiva consiste nell’imparare a distinguere i diversi ingredienti che costituiscono semplici composizione di essenze, come arancio cannella, rosa lavanda fieno ecc…
Per questo corso usiamo “l’organo a vento profumato” che ci permette di combinare insieme fino a 10 essenze base.

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3. Odori ed emozioni: esercizio esperienziale

La terza tappa è quella di sviluppare la capacità di “ascoltare l’anima”, mentre si sente una fragranza, e di diventare consapevoli delle emozioni che produce e delle memorie che risveglia, descrivendoli con parole, perché verbalizzando si concettualizza e concettualizzando si appropria l’esperienza sul piano intellettuale.
Per questo corso useremmo il diffusore “Cubo” per diffonder essenze dall’odore familiare (limone, mandarino, chiodi di garofano) e anche delle essenze esotiche totalmente nuove (vetyver, ylang ylang, patchouli…)
In questo corso scopriamo anche le basi del linguaggio molto speciale dei profumieri che permette di descrivere le fragranze come si descrivono per esempio paesaggi o scene.
Se non avete mai sentito nominare le parole “rotondo”, “fresco” o “profondo” mentre state annusando proprio questi odori caratteristici, come potrete mai descrivere un profumo o qualsiasi odore?

Il percorso didattico di queste tre prime tappe è direttamente inspirato al Kodo Giapponese, la “Via del Profumo”, il Zen dell’olfatto.

4. Composizione di un profumo

In questo corso gli studenti dispongono di un semplice e pratico “Kit del profumiere per bambini”, e sono messi insieme per due. Ciascuno di loro farà il profumo per il suo compagno, con lo stesso metodo che pratichiamo nei nostri corsi di profumeria.
Alla fine del corso ogni studente conserverà la bottiglia del suo profumo.

Una civiltà produce musicisti e cultura musicale soltanto dopo che i suoi figli abbiano ricevuto un’educazione musicale nell’infanzia.

Oggi, mentre gli odori della natura essenziali al nostro equilibrio psicologico scompaiono del nostro ambiente moderno, le fragranze chimiche sono onnipresenti nella nostra vita quotidiana, gelati, saponi, cosmetici ecc…
Questo ha creato una confusione nelle generazioni ultime, perché i loro modelli di riferimento sono quelli che il marketing industriale ha provveduto per il loro consumo, prodotti chimici di masse dal più basso prezzo possibile.
Soltanto l’educazione olfattiva può dare loro la conoscenza necessaria per applicare criteri agli odori che li circondano, per poterne giudicare la qualità apprezzarne pienamente la bellezza.

L’organo a vento profumato è lo strumento che usiamo nelle scuole per il nostro programma di educazione olfattiva.

Aromaterapia a Timbuktu, il male di orecchio

Il mal d’orecchio è talmente diffuso a Timbuktu che è toccato anche a me dopo un mese. Sarà il vento del deserto che trasporta la polvere avvelenata delle strade fin dentro le orecchie della gente. Fortunatamente mi ero fatto le ossa curando la popolazione prima che questo mi capitasse, tanto che non ne ho sofferto più di un giorno.

Se un giorno vi capita il mal d’orecchio e che non avete alcun medicinale, utilizzate semplicemente l’olio di oliva tiepido nell’orecchio. Questo rimedio della nonna tutto Italiano funzione bene, ma ho sempre aggiunto all’olio d’oliva una goccia di lavanda per una maggiore efficacia. Ed è con quest’olio di lavanda che ho continuato a curare il mal d’orecchio  anche a Timbuktu con grande successo.

Ma avevo preso poca lavanda con me, la mia provvista si stava esaurendo rapidamente, a causa dei molti malati,  e ho pensato che mi toccava trovare un rimedio di sostituzione. Ho pensato all’Anti Squali perché contiene parecchia lavanda e perché è molto disinfiammante.

E’ fantastico, il dolore scompare subito, lascia una freschezza nell’orecchio e quasi lo si sente curare il male, sostituendo il dolore con piacere e sollievo.

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Pensieri da Timbuktu: I fissativi

I costumi cambiano ma il linguaggio rimane lo stesso. Così alcune parole cambiano significato oppure diventano forvianti.

Un secolo fa i profumi erano usati in gran parte su fazzoletti, sciarpe e guanti piuttosto che sulla pelle come è di moda oggi.

C’è una grande differenza tra pensare “il profumo è il mio vestito” e “il profumo è me stesso”.

Il “profumo di me stesso” s’indossa sulla pelle per diventare parte di me, mentre il profumo che mi veste s’indossa sugli abiti che mi vestono.

I feromoni animali usati originalmente nella profumeria sono disegnati dalla natura per durare a lungo. Sono dei feromoni sessuali territoriali che l’animale maschio sparge sul suo territorio per delimitarlo nel confronto con altri maschi e allo stesso tempo per sedurre le femmine della sua specie.

Sono profumi a tutti gli effetti e questi composti chimici sono stati disegnati non solo per resistere al tempo ma anche alle intemperie, al sole, al freddo e alla pioggia.

Profumi animali fatti per durare. Sensualità pura e persistente. Doppio vantaggio di cui si sono avvalsi i profumieri del passato. Piacciono all’animale, evoluto certo, che siamo e danno ai profumi una durevolezza nel tempo sinonimo di qualità.

Un problema però c’è.

I feromoni sono stati ideati dal regno animali per essere spruzzati sulle rocce, sugli alberi, sulle foglie, ma non sulla pelle umana.

Il fissativo animale che funzionava così bene per i profumi da fazzoletto non fa più nulla in un profumo moderno indossato sulla pelle.

Anzi, castoreum e Zibetto durano assai meno del patchouli o dell’Ylang Ylang sul nostro collo o sui nostri polsi.

Nonostante questo, il mito dei fissativo si e protratto fino ai nostri giorni, coltivato con cura dai fabbricanti di fragranze.

Eppure Guy Robert, compositore di Madame Rochas, Diorissimo e tanti altri profumi rinomati dice: “la durevolezza in un profumo non è facile a raggiungere, e nessuno sa come si fa. Io odio e trovo stupida la teoria dei fissativi..” (Google: Guy Robert biogenesis of a perfume)

Eppure i muschi sintetici, oppure l’ambroxan o il Cetalox, le cosiddette ambre sintetiche o anche il castoreum chimico hanno una durevolezza eccezionale sulla pelle, come peraltro il Calone e altre molecole di laboratorio. Questo fatto è semplicemente dovuto alla loro natura incompatibile con il corpo umano. Difficilmente smaltibili dall’organismo, si accumulano volentieri nei filtri naturali del corpo, cervello, fegato, reni ecc, con conseguenze facilmente intuibili.

Durevolezza, queste nuove molecole per lo più inesistenti in natura la possiedono sì, ma proprietà fissative no. La fissazione di un profumo, così difficile a raggiungere e così misteriosa secondo Guy Robert, permette all’insieme del profumo di protrarsi nel tempo, legandone per così dire alchemicamente gli elementi, allorché le molecole sintetiche non fanno altro che durare più a lungo delle altre, diventando di fatto la parte di fondo della fragranza, l’unica che rimane dopo qualche ore.

Dovremmo forse tornare alla filosofia del “profumo che mi veste” invece di quella del “profumo che è me stesso”, per ritornare a godere profumi che non siano oltraggiosamente invadenti oppure persistenti fino alla nausea?

Potremmo pensare che si chiede molto di più al profumo che deve emanare la propria personalità che al profumo che deve vestire la propria persona e in particolare una sorte di esclusività. Ma non è così. La moda fabbrica degli stereotipi, degli archetipi epocali per non dire stagionali, in cui ciascuno può identificarsi, non più come persona unica ed irrepetibile, ma come membro di un club, di una casta, di una elite, di un gruppo.

I modelli proposti sono sempre i stessi: seduzione, lusso e sesso. Una visione piuttosto riduttiva non solo del profumo stesso ma sopratutto dell’essere umano. Le pubblicità dei profumi sembrano molto spesso ideate da una squadra di cocainomani filosoficamente ermafroditi.

I modelli cambiano come cambiano i costumi e il profumo cambia diventando sempre più una zuppa chimica venduta a colpo di persuasione mediatica.

La massaia si fa convincere a indossare il profumo per diventare come la modella della pubblicità. La modella è così unica e irrepetibile, ma il profumo è un prodotto di massa che sarà indossato da milioni di individui. Prima che ti accorgi che invece di attirare il sesso opposto, il tuo profumo agisce come repellente per le persone di buon gusto, cento nuovo profumi fatti per sedurre per il tempo di un altra stagione saranno pubblicizzati per tenere in piedi l’inganno del “profumo di me stesso”.

Forse sarebbe caso di ritornare alla filosofia originale del “profumo che mi veste”, magari soltanto per potere scegliere un altro modello che quello “seduzione, lusso e sesso” che è diventato il pensiero unico del profumo moderno.

Organo da profumiere

Organo da profumiere

Il misterioso e mitico strumento del profumiere, come costruirlo, spiegato punto per punto e illustrato da fotografie. Piegabile, facilmente trasportabile per viaggi di lavoro, questo organo totalmente innovativo diventerà il modello per tutti i profumieri. Clicca qui

Perversioni da Profumiere

Il fiore della Betulina

Ho appena ricevuto dal Sud Africa un’essenza che non è ancora disponibile sul mercato internazionale delle materie prime per Profumieri.
La bottiglia aveva perso un po’ e l’interno del pacco era tutto profumato. La potenza di quest’essenza è incredibile. Da due giorni il mio laboratorio e la stanza accanto sono invase da questa fragranza che è un strano misto di gomma da masticare rosa e di pipi di gatto, benché abbia pulito tutto e buttato lontano sia il pacco che l’imballaggio interno.

Avete presente quando entrate in una stanza e dite: sento un topo? L’odore viene dei feromoni che l’animale rilascia con le sue urine. E’ molto similare a quello del gatto.

L’unica altra essenza della tavolozza del profumiere che ha una nota similare è l’assoluto di Ribes, benché sia molto più fruttato di corpo. Questo inquinamento olfattivo del mio laboratorio mi ha permesso comunque di capire meglio l’odore perché sentirlo dalla bottiglia stordisce il naso. Ha una nota distinta di salvia sclarea che è un’essenza ormonale la cui struttura molecolare somiglia ad un feromone. Ha anche un tocco di tabacco fresco anche se non fa che evocare lontanamente il suo profumo.

Tutto questo mi ha dato già qualche idea di come cominciare a lavorare (giocare) con questo materiale, nonostante sappia bene che non piacerà a mia moglie e ai miei collaboratori che si lamentano sempre della mia “attrazione perversa” per gli aromi animali e per alcune “strane puzze” vegetali che uso nei profumi. “Ogni professione ha le sue perversioni” mi ha detto ieri il mio “braccio destro”. “La tua è con queste cose puzzolenti”.

Mia moglie mi ha detto: “Ma, ti piacciono realmente oppure ti diverti a sentire queste puzze. Ogni volta che ce li porta in casa da sentire i tuoi occhi scintillano e sei tutto eccitato”.

Chi capirà il naso d’un profumiere? Esso sente ben più che semplici odori. Un profumiere, in qualche modo, pensa con il suo naso. E’ capace di concettualizzare gli odori e di elaborare con loro delle costruzioni coerenti che stimolano le emozioni e l’immaginazione e che parlino al cuore delle persone. E soltanto una questione di allenamento e di educazione. Non è un granché in realtà, ma possiede l’aura del mistero e del sacro per tutti tranne che per lui (o per lei, ovviamente, visto che la maggiore parte della nuova generazione sono donne).

Questa Betulina è veramente qualcosa di speciale, ho sentito questo non solo con la mia esperienza di profumiere ma anche con il mio naso di aromaterapeuta.

Sembrerà strano, ma una persona abituata a curare con le essenze è capace di indovinare parecchie proprietà di un nuovo olio soltanto annusandolo. Quindi sono andato su Google a cercare informazioni prima ancora di chiamare il produttore per chiedergliele. Subito ho scoperto che, a conferma dell’odore, la Betulina “pipi di gatto” è usata tradizionalmente per incrementare la produzione di urina, per curare i reni e guarire le infezioni urinarie. Ricercherò adesso sugli effetti ormonali che sono probabilmente legati alle disfunzioni dell’apparato urogenitale femminile. Prossime notizie quando comincerò a comporre profumi con la Betulina.

Spiritualità del profumo

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L’amore per i profumi e la spiritualità vanno di pari, almeno nella tradizione islamica, ben diversamente dell’idea di Serge Luthens per il quale il profumo è un’espressione di decadenza, lussuria e sensualità. Le tradizioni profetiche delle tre religioni monoteistiche, tanto nel loro rituale quanto nelle loro mistiche, ci forniscono diversi indizi circa il rapporto diretto che esiste fra la realtà spirituale degli uomini e la loro capacità olfattiva.

Cominciando dal misticismo ebraico, perché ha origine dal profeta Abramo che è non soltanto il padre spirituale ma anche biologico di Mosè, di Gesù e di Mohammad. Nella mistica ebraica l’odorato è descritto come l’unico senso che da’ piacere all’anima, mentre tutti gli altri sensi danno il piacere al corpo. I racconti profetici che leggerete sotto illustrano il mio punto, cioè che gli esseri umani più spirituali ricordati dalla storia, i fondatori delle grandi fede, hanno avuto un odorato talmente più sviluppato del comune dei mortali che gli ha permesso di percepire e di conoscere cose che erano nascoste a tutti gli altri. Questi esempi, benché riguardando profeti di altre religioni, vengono direttamente dalla tradizione musulmana, in particolar modo dal Corano.

1.) Gesù era solito sorprendere la gente quando, da bambino, descriveva loro tutto ciò avevano mangiato nelle loro case. Questo disturbava molto i concittadini di Gesù perché le regole alimentari erano estremamente rigorose nell’Ebraismo e molti non le osservavano rigorosamente, particolarmente fra i ricchi. Gesu sentiva gli odori di cibo addosso alle persone, come spesso accade a voi come a me, quando per esempio qualcuno ha mangiato i fritti. Tuttavia questa abilità di Gesù era così sbalorditiva perché era in grado di dire loro tutto quello che avevano mangiato, compreso gli alimenti dei quali nessun potrebbe aver sentito l’odore, e sopratutto se erano cibi leciti o illeciti.

2.) A Salomone era stato insegnato il linguaggio di tutte le creature viventi. Una volta passò con il suo esercito vicino ad una comunità molto grande di formiche. Sentendo i passi delle sue legioni, le formiche si allarmarono e si dissero l’un l’altra:

“O formiche, rientrate nelle vostre dimore, che non vi schiaccino inavvertitamente Salomone e le sue truppe ».

[Salomone] sorrise …” (Corano 27, 18-19)

Come ha potuto Salomone sentire le loro voci? Ha sentito l’odore delle loro parole, perché gli insetti comunicano essenzialmente con il linguaggio chimico. Producono i loro feromoni e fra questi i feromoni d’allarme. Con questo dispositivo, un insetto molto piccolo di 2 millimetri può trasmettere il suo messaggio ad altri su lunghe distanze. Ecco che cosa sono le antenne degli insetti: nasi per messaggi chimici (aromatici). Il naso di Salomone era così sensibile che poteva sentire l’odore di questi feromoni da distanze ancora più lunghe delle formiche e poteva riconoscere i loro differenti tipi, quindi conosceva il linguaggio che costituiscono.

3.) Giacobbe era diventato cieco da avere tanto pianto la scomparsa del suo caro figlio Giuseppe. Dopo molti anni l’intero gruppo dei suoi 12 fratelli fu costretto dalla carestia ad uscire dal deserto per trovare frumento in Egitto. Giuseppe era diventato il vizir del Faraone e il suo ministro dell’agricoltura. Loro non lo riconobbero ma lui si. Alla fine rivelò la propria identità nel loro secondo viaggio in Egitto e disse: “Andate di nuovo da nostro padre e gettate questa mia camicia sulla sua faccia. Recupererà la sua vista.”.
Così, quando la carovana si avvicinò alla tenda di Giacobbe, questo disse: “Posso sentire l’odore di Giuseppe”.
E vero che l’odorato delle persone cieche diventa particolarmente acuto, ma non fino a questo punto. Giacobbe era un profeta e, come Gesù o Salomone poteva sentire odori che gli altri non possono sentire. I suoi figli dissero: “Questo è la tua vecchia follia su Giuseppe che ancora non ti lascia”. Ma arrivarono i figli che erano stati da Giuseppe in Egitto e quando gettarono la camicia sulla sua faccia la sua cecità fu curata. Così il naso può curare altri organi del nostro corpo.

Un grande dolore lo aveva reso cieco. Il naso può veicolare potenti emozioni e l’odore di Giuseppe gli procurò una gioia così grande che curò la cecità causata dal dispiacere della sua perdita.

4.) Il profeta Muhammad rimase orfano all’età di sei anni, i suoi unici figli furono femmine, il primo convertito fu una donna, disse che la persona a lui più cara era sua moglie e una volta disse: “Il migliore di voi è colui che è più gentile con la sua famiglia”. La sua tenerezza verso il genere femminile è ampiamente documentato dalle tradizioni e egli li descrisse paragonandoli alla dolcezza del profumo e della meditazione. Disse ai suoi compagni: “Tre cose di questo mondo sono state rese care al mio cuore: la preghiera, il profumo e il genere femminile”.
Ecco perché nell’Islam il profumo è sinonimo di spiritualità così come il matrimonio è considerato come la meta del cammino religioso.
L’uso del profumo per la preghiera rituale del venerdì fu reso obbligatorio (nella misura della disponibilità), e l’arte dei profumi nata in India è stata sviluppata dagli arabi così come similarmente hanno assimilato e sviluppato la scienza della medicina dai Greci.

Entrambe le scienze furono “re-iniettate” in Europa attraverso la Spagna e le crociate. Ma come sappiamo bene con l’aromaterapia, fra profumo e la medicina non c’è realmente una frontiera e la figura dimenticata del medico-profumiere sta rinascendo di nuovo dalla profumeria naturale.
Il profumiere naturale d’oggi non ha la dimensione spirituale di cui era spesso circondato il profumiere antico, ma ha un ruolo equivalente di psicoterapeute e di guaritore delle menti con i suoi profumi, perché possiamo dire che un profumo che fa sentire bene e felice chi è depresso e triste lo ha realmente curato.