Taggato: profumeria naturale
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Marzo 24, 2009 alle 11:15 am #49332AnonimoInattivo
buongiono a tutti, ciao Salaam,
la gascromatografia (GC) è la tecnica per eccellenza usata per la determinazione dei componenti chimici volatili in una miscela, per cui le fragranze e le essenze si prestano certamente a questo tipo di analisi;
vi descrivo brevemente come funziona un gas cromatografo:
il composto da analizzare (la miscela di molecole) viene iniettata nello strumento, dove volatilizza immediatamente e viene trasportata da una corrente di gas inerte (azoto, argon) ad una colonna lunghissima alcune decine di metri e strettissima alcuni micron (millesini di millimertro); qua le molecole delle sostanze vengono separate ed le molecole separate, una ad una, vengono alla fine analizzate per quantità .
se abbiamo una miscela incognita, cioè di cui non si conosce o si conoscono parzialmente i componenti, la gas cromatografia viene accoppiata ad un altro strumento chiamato spettrometro di massa (MS). questo altro strumento, dopo che le molecole sono state separate, in una camera apposita carica elettricamente, spezza le molecole in pezzi più piccoili per poterne determinare la loro massa (il peso). da questa informazione il chimco è in grado di determinare la struttura della molecola ignota e di darle un nome.
riassumendo, la gascromatografia ci permette di conoscere le quantità di sostanze in una miscela, lo spettrometro di massa la qualità delle moelcole che compongono la miscela.i costi di analisi gas cromatografiche accoppiati ad analisi dello spettro di massa costano dai 100 ai 150 euro e possono venire effettuate da laboratori attrezzati quali , per fare un esempio pratico, laboratori di analisi ambientali, a patto che offrano servizi ai privati.
una analisi di gascromatografia può senz’altro determinare eventuali adulterazioni delle sostanze naturali con additivi chimici: le essenze naturali hanno una composizione che varia a secondo dei luoghi di provenienza, ma che in genere contengono delle proporzioni fra i componenti principali abbastanza fissa. se l’analisi scopre un discostamento da queste proporzioni è molto probabile che c’ è stato un intervento “umano” e quindi una adulterazione.
facciamo un esempio semplice:l’olio essenziale di lavandino (lavandula Hybrida) ha 4 componenti caratteristici indicati di seguito con le relative quantità in % in peso (vengono indicate quantità min-max):
linalolo=28-32%
linalil acetato=24-27%
cineolo=4-7%
canfora=6-7%
(il resto a 100 sono componenti minori che , lo ricordiamo sono anche essi determinanti della caratteristica dell’odore.)qualsiasi variani venisse trovata alla composizione classica indicata per l’olio di lavandino (per es. più linalil acetato per dare una nota più fiorita) genererebbe un dubbio sulla sua “naturalità “.
è bene comunque per effettuare queste analisi comparative, dotarsi di campioni di essenze di cui siamo certi della provenienza naturale.
a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti
Roberto The chemist..non tutte le domande sono sensate e non tutte le domande sensate ammettono risposta..
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