Le Scenografie Olfattive

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Le origini

All’inizio del secolo scorso, fu costruito un organo odorifero che era suonato durante i recital organizzati alla Central Hall di London. L’idea era che gli odori avrebbero influenzato le emozioni del pubblico.

La scenografia olfattiva risale all’alba della civiltà ed era un elemento essenziale nei riti e cerimonie religiose. In effetti, gli antichi non sottovalutavano la capacità degli aromi di suscitare delle emozioni profonde e praticavano la scenografia olfattiva nei templi con le resine, i legni, le erbe e le spezie aromatiche bruciate come incenso.

Oltre agli incensi, i tappeti di petali di rosa sono tuttora usati dal Medio Oriente all’Asia nei luoghi sacri  per promuovere l’apertura dei cuori.

Si possono fare scenografie olfattive con gli aromi naturali o sintetici, ma tutto ciò che può fare il profumo chimico è soltanto di imitare la natura ed imitare le emozioni che procurano la realtà. In effetti, gli aromi di sintesi suscitano dei “ricordi d’emozioni ” più che delle emozione vere e proprie. La scenografia olfattiva naturale va ben oltre questo approccio “artistico” dei profumieri moderni, avvalendosi oltre che della psicologia dell’olfatto anche dell’aromaterapia e della psico aromaterapia.

La scenografia olfattiva naturale ha per compito di orchestrare gli odori nell’ambiente in un profumo continuamente rinnovato, come il musicista orchestra le note musicali in un concerto.

Concerti di profumi

Il concerto di profumi è la massima espressione della scenografia olfattiva, il suo proposito è di trasportare lo spettatore in un viaggio all’interno di se stesso attraverso le sue memorie olfattive ed è a tutti gli effetti, un concerto d’emozioni.

Il concerto di profumi è sempre accompagnato da uno spettacolo musicale o teatrale. La dimensione olfattiva aggiunta ad una performance artistica, insieme agli stimoli visivi ed auditivi, può portare all’esperienza di sinestesia.

Le diverse forme di scenografie olfattive

La forma più semplice è quella di profumare uno  spazio chiuso con una fragranza. La fisiologia dell’olfatto (effetto di assuefazione olfattiva) fa sì che il profumo si senta nel momento in cui si entra nello spazio, dopo pochi minuti l’odore non è più coscientemente percepito ma continua di agire sul sistema nervoso in modo subliminale. Si tratta dunque di un arredamento olfattivo e ciò che importa di più in questo caso è l’effetto iniziale dell’impatto olfattivo, la prima impressione, perché tendiamo istintivamente a giudicare dal loro odore i posti nei quali entriamo.

Una scenografia olfattiva dinamica rinnova lo stimolo olfattivo cambiando la profumazione diffusa nell’ambiente. In questo modo l’olfatto rimane sempre allerta e sollecitato da nuovi odori, e da nuove emozioni.

In certe situazioni in cui il pubblico è in movimento, si possono combinare l’arredamento olfattivo con la scenografia olfattiva, profumando diverse parti di uno spazio con aromi distinti.

Effetto di  assuefazione olfattiva

E’ la prima cosa da capire del funzionamento dell’olfatto, per chi desidera proporre scenografie olfattive ad un pubblico. L’olfatto serve per sopravvivere in un mondo dove la sopravvivenza sta nel trovare cibo e nell’evitare i predatori. L’olfatto permette di riconoscere la presenza di cose invisibili e silenziose, come la tigre in agguato o il fungo nascosto sotto le foglie del bosco. Un animale cieco o sordo può sopravvivere, ma senza l’olfatto è doppiamente condannato perché non sarà in grado né di cibarsi né di riprodursi.

Perciò l’olfatto è in perpetuo stato d’allerta per individuare l’intrusione di nuovi effluvi nel campo olfattivo. Per poterlo fare, cancella dalla nostra percezione conscia gli odori “vecchi”, che sono rimasti nell’aria per più di qualche minuto. Questo accade automaticamente in modo inconscio ed è impossibile impedirlo.

Una scenografia olfattiva prolungata implica quindi il rinnovamento costante delle fragranze.