ADAM (Alaihi Salam)

ALLAH CREO’ ADAM DA UN IMPASTO DI ARGILLA E FANGO SECCO, E GLI DIEDE LA FORMA CHE ABBIAMO NOI.

PER MOLTO TEMPO ADAM STETTE SDRAIATO E QUANDO ALLAH SOFFIO’ IN GOLA L’ANIMA, ESSA PENETRO’ FINO AL PETTO E AL VENTRE, AL SUO ARRIVO L’ ARGILLA DI CUI ERA FATTO IL CORPO DIVENNE OSSA, VENE, CARNE, PELLE E TUTTO IL RESTO. QUANDO L’ANIMA GIUNSE ALLA TESTA ADAM STARNUTI’ E ALLAH GLI ISPIRO’ LE PRIME PAROLE:

“AL HAMDULILLAH (lode ad ALLAH)” L’ANGELO GIBRIL ALLORA DISSE: ”YARHAMAKALLAH (ALLAH abbia misericordia di te. Queste stesse parole noi mussulmani diciamo quando starnutiamo e sono le parole che rispondiamo quando un mussulmano starnutisce).

ADAM GIRO’ IL CAPO VIDE IL PARADISO E LE SUE DELIZIE, L’ANIMA ERA GIÀ GIUNTA ALLO STOMACO COSI’ DESIDERO’ DEL CIBO, PROVO’ AD ALZARSI MA NON POTE’ FARLO PERCHÉ AVEVA LA PARTE INFERIORE DEL CORPO ANCORA ARGILLA. GIBRIL DISSE: ”ADAM NON AFFRETTARTI”.

ALLAH NEL CORANO CI DICE: ”L’UOMO E’ STATO FATTO DI IMPAZIENZA”. QUANDO L’ANIMA SI FU STESA DENTRO TUTTO IL CORPO, ADAM FU UN UOMO PERFETTO.

ALLAH INSEGNO’ AD ADAM I NOMI DI TUTTE LE COSE DEL CREATO.

QUANDO EBBE DETTO TUTTE QUESTE COSE AD ADAM ED EGLI LE EBBE IMPARATE, ALLAH DISSE AGLI ANGELI: ”DITEMI I NOMI DI QUESTE COSE”. ESSI RISPOSERO ”SIGNORE SAPPIAMO SOLO QUELLO CHE CI HA INSEGNATO”.

ALLAH DISSE AD ADAM ”DI’ LORO I NOMI”. ADAM COMINCIO’, ED ELENCO’ I NOMI DI OGNI COSA. GLI ANGELI SENTIRONO I NOMI E LI CONOBBERO, SEPPERO CHE ADAM ERA LORO SUPERIORE IN SAPIENZA, RICONOBBERO LA LORO INFERIORITÀ’ E GLI FURONO SOTTOMESSI IN CONOSCENZA E ISTRUZIONE.

ALLAH ORDINO’ AGLI ANGELI DI PROSTERNARSI DAVANTI AD ADAM, TUTTI LO FECERO TRANNE IBLIS CHE RIFIUTO’ SUPERBO DICENDO: ”IO SONO MIGLIORE DI LUI, TU MI CREASTI DI FUOCO E LUI CREASTI DI TERRA”.

IBLIS DISOBBEDI’ PER ORGOGLIO. ALLAH LO RESE BRUTTO E LO MALEDÌ’ FINO AL GIORNO DEL GIUDIZIO PER IL SUO ORGOGLIO E LA SUA DISOBBEDIENZA. IBLIS DISSE CHE FINO AL GIORNO DEL GIUDIZIO AVREBBE TENTATO E INGANNATO TUTTI I FIGLI DI ADAM, TRANNE QUEI SERVI PROTETTI DA ALLAH.

ADAM FU PORTATO IN PARADISO, GLI FURONO DONATI TUTTI I BENI E I FRUTTI CHE VI SI TROVAVANO, MANGIO’ E SI ADDORMENTO’.

ALLAH CREO’ HAWA (EVA) A IMMAGINE DI ADAM, DAL QUALE PRESE UNA COSTOLA PER FORMARLA. ADAM APRI’ GLI OCCHI, SORPRESO VIDE AFFIANCO A SE’ HAWA, LE CHIESE CHI FOSSE ED ELLA RISPOSE: ”SONO LA TUA SPOSA, SONO STATA CREATA DA TE PER TE, AFFINCHÉ IL TUO CUORE SIA SERENO”. ALLAH DISSE: ”ADAM ABITA TU E LA TUA COMPAGNA QUESTO GIARDINO”. QUINDI ADAM E HAWA ABITARONO NEL PARADISO. ALLAH AVVERTI’ ADAM CHE IBLIS ERA SUO NEMICO E CHE DOVEVA STARE ATTENTO A NON FARSI INGANNARE, LUI E LA SUA SPOSA, PERCHÉ’ COSI’ AVREBBE PERSO IL PARADISO. DISSE ANCHE CHE POTEVANO MANGIARE DI TUTTO, MA NON DOVEVANO AVVICINARSI, NE’ MANGIARE DEL FRUTTO DI UN ALBERO.

IL TIMORE PER IL GUARDIANO DEL PARADISO, IMPEDIVA A IBLIS DI ENTRARVI PER POTER INGANNARE ADAM. UN GIORNO VIDE UN SERPENTE. A QUEI TEMPI IL SERPENTE AVEVA 4 GAMBE COME IL CAMMELLO ED ERA MOLTO BELLO. IBLIS GLI CHIESE DI FARLO ENTRARE IN PARADISO IN MODO CHE IL GUARDIANO NON LO VEDESSE. IL SERPENTE SPALANCO’ LA BOCCA, IBLIS ENTRO’ E SI FECE PORTARE DA ADAM.

ECCO CHE INCOMINCIO’ AD INGANNARLO DICENDOGLI CHE UN GIORNO ALLAH L’ AVREBBE CACCIATO E CHE QUELL’ALBERO DEL QUALE GLI ERA STATO VIETATO DI MANGIARE I FRUTTI ERA L’ALBERO DELL’ETERNITÀ’: CHIUNQUE MANGI DEI SUOI FRUTTI NON VERRÀ’ CACCIATO. ADAM FU TENTATO MA NON DISOBBEDI’ AD ALLAH.

HAWA CREDETTE CHE IBLIS DICESSE IL VERO, TESE LA MANO E MANGIO’ DI QUEL FRUTTO, NON SENTI’ ALCUN MALE E ADAM NE MANGIO’ PURE LUI.

ECCO CHE QUALCHE COSA CAMBIO’, SI ACCORSERO DI ESSERE NUDI E PROVARONO VERGOGNA L’UNO DELL’ALTRA. STACCARONO UNA FOGLIA DAGLI ALBERI E SI COPRIRONO.

SI UDI’ UNA VOCE CHE DISSE: ”VI AVEVO PROIBITO DI MANGIARE IL FRUTTO DELL’ ALBERO E VI AVEVO MESSO IN GUARDIA DAL VOSTRO NEMICO”. ADAM ED HAWA PECCARONO DI DISOBBEDIENZA, COSI’ ALLAH LI CACCIO’ DAL PARADISO. ANCHE IL SERPENTE PECCO’ E PER PUNIZIONE GLI FURONO TOLTE LE GAMBE E FU FATTO STRISCIARE.

IBLIS FU IL PIÙ’ COLPEVOLE

ADAM COMPRESE IL VALORE DELL’ AZIONE DI OBBEDIENZA AD ALLAH, SI PROSTRO’ FACCIA A TERRA E PIANSE. TRASCORSERO MOLTI ANNI, QUANDO UN GIORNO ALLAH MANDO’ GIBRIL CHE INSEGNO’ AD ADAM LA RECITAZIONE DELLE PAROLE: ”NOSTRO SIGNORE ABBIAMO FATTO DEL MALE A NOI STESSI, SE TU NON CI PERDONI E NON HAI MISERICORDIA SAREMO PERDUTI”. ADAM LE RECITO’ E ALLAH CLEMENTE E MISERICORDIOSO ACCOLSE IL SUO PENTIMENTO. GIBRIL INSEGNO’ AD ADAM A BATTERE IL FERRO, A SEMINARE, COLTIVARE, IRRIGARE E QUANDO VENNE IL MOMENTO RACCOLSE IL GRANO, LO BATTE’, FECE LA SPULATURA, LO MACINO’, LO IMPASTO’, LO CUCINO’ IN PANI E INFINE LO MANGIO’.

< [previous] – [parent] – [next] >