La soluzione per le donne disabili

Oggi è stata una buona giornata. Siamo contenti Ali ed io. Erano 3 settimane che cercavamo un modo per potere aiutare le donne disabili senza trovare il modo giusto. 

Per essere sicuri che tutte le donne fossero presenti alla riunione abbiamo deciso di far sapere che ci sarebbe stata anche una distribuzione di soldi.

Così abbiamo proposto le nostre ideee: possiamo comprare 30 metri di tessuti alle donne che hanno fatto la formazione e Tahara darà loro le macchine da cucire attualmente inutilizzate e inutili.
Altrimenti possiamo pagare tutte le loro cure mediche presso Ali per un anno intero. Lascerò con lui sufficientemente soldi per pagare tutti i medicinali.

Hanno una mentalità un pò comunista, ciascuna delle 30 donne deve avere lo stesso delle altre. Volevano una macchina da cucire e del tessuto per ciascuna delle 30, ma solo 15 di loro hanno imparato a cucire. Ci sono fra loro 5 bambine di 10 anni di cui una ha un handicap mentale, una donna non vedente, una molto anziana e 3 che studiano a Bamako.
Per queste dieci la macchina da cucire è inutile, ma siccome questa è un’associazione, insistono che tutti devono avere la stessa cosa, e chiedono a noi di completare il numero delle macchine e  l’acquisto di tessuto per tutte.
Il problema è che dovrei organizzare la formazione delle 15 donne rimaste, procurare il veicolo e la benzina per la raccolta delle allieve e infine un insegnante per formarli.
E’ veramente troppo complicato. 

Alla fine, dopo avere distribuito il denaro promesso, come stavamo andando via dicendo che avrei riflettuto su quello che ci avevano detto, si sono decise inaspettatamente ad accettare la proposta delle cure mediche.

Mi sono riseduto per accertarmi che tutte fossero convinte e ne sono stato molto contento. Ho spiegato che la mia moto rimarrà ad Ali, e quando avranno bisogno basterà chiamarlo al telefono e lui andrà a domicilio per curarli.

Ali avrà in cura sia loro che i loro bambini. Dopo questo chiarimento tutte sono state molto contente e si sono rese conto che la loro scelta era stata veramente la più giusta.
Ancora non sanno quanto bene ne verrà, ma io lo so, perché vedo ogni giorno quanto sono efficaci i rimedi di Ali.

Sono molto soddisfatto, perché in questo modo il mio desiderio di aiutare i dottori naturali a uscire della povertà e le donne handicappate a vivere meglio si è realizzato in una sola mossa.
”Prendere due piccioni con una fava” come si dice in Italia.

Siamo poi andati da Zahra e dai suoi amici e gli abbiamo detto anche a loro che potevano chiamare Ali per ricevere cure gratuite da lui.

In questa maniera i due gruppi di persone disabili hanno ricevuto lo stesso beneficio.

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