Il pozzo è stato consolidato fino all’acqua e i lavoratori di Ibrahim stanno svuotando il pozzo della sabbia. Questa è l’operazione la più delicata di tutto il processo, perché senza una tecnica speciale, la sabbia risalirebbe man mano che la si toglie, creando delle caverne di vuoto che tolgono il sostegno al fondo del pozzo, rischiando di fare crollare tutta la parte inferiore che non è ancora consolidata.

Oggi ho chiesto a Ibrahim di scendere con lui nel pozzo per capire bene lo stato dei lavori, e anche per rendermi conto delle condizioni di lavoro di quelli che sono sotto a scavare. Sono 30 metri di discesa ma non sembra proprio, sia il fondo del pozzo che l’apertura sopra sembrano sempre vicini.

Eppure è l’altezza di un condominio di quatto piani. E’ caldissimo lì sotto, sono rimasto per 10 minuti solo ma ho sudato come mai. Ibrahim era nell’acqua sotto di me e stava bene. Ma si respira male comunque, l’aria è calda, pesante di umidità e viziata dalla mancanza di ricambio.

Ibrahim ha costruito più di 350 pozzi, molti dei quali per delle organizzazioni Europee ed americane e mi ha detto: Per Dio tu sei il primo bianco che vedo scendere in un pozzo. È la religione che ti permette di farlo, perché ti fidi dei tuoi fratelli musulmani che hanno la tua vita nelle loro mani.
A me, è sembrato del tutto naturale e non ho avuto un momento di apprensione, ma sono stato lusingato da queste sue parole.