Pensieri da Timbuktu: I fissativi

I costumi cambiano ma il linguaggio rimane lo stesso. Così alcune parole cambiano significato oppure diventano forvianti.

Un secolo fa i profumi erano usati in gran parte su fazzoletti, sciarpe e guanti piuttosto che sulla pelle come è di moda oggi.

C’è una grande differenza tra pensare “il profumo è il mio vestito” e “il profumo è me stesso”.

Il “profumo di me stesso” s’indossa sulla pelle per diventare parte di me, mentre il profumo che mi veste s’indossa sugli abiti che mi vestono.

I feromoni animali usati originalmente nella profumeria sono disegnati dalla natura per durare a lungo. Sono dei feromoni sessuali territoriali che l’animale maschio sparge sul suo territorio per delimitarlo nel confronto con altri maschi e allo stesso tempo per sedurre le femmine della sua specie.

Sono profumi a tutti gli effetti e questi composti chimici sono stati disegnati non solo per resistere al tempo ma anche alle intemperie, al sole, al freddo e alla pioggia.

Profumi animali fatti per durare. Sensualità pura e persistente. Doppio vantaggio di cui si sono avvalsi i profumieri del passato. Piacciono all’animale, evoluto certo, che siamo e danno ai profumi una durevolezza nel tempo sinonimo di qualità.

Un problema però c’è.

I feromoni sono stati ideati dal regno animali per essere spruzzati sulle rocce, sugli alberi, sulle foglie, ma non sulla pelle umana.

Il fissativo animale che funzionava così bene per i profumi da fazzoletto non fa più nulla in un profumo moderno indossato sulla pelle.

Anzi, castoreum e Zibetto durano assai meno del patchouli o dell’Ylang Ylang sul nostro collo o sui nostri polsi.

Nonostante questo, il mito dei fissativo si e protratto fino ai nostri giorni, coltivato con cura dai fabbricanti di fragranze.

Eppure Guy Robert, compositore di Madame Rochas, Diorissimo e tanti altri profumi rinomati dice: “la durevolezza in un profumo non è facile a raggiungere, e nessuno sa come si fa. Io odio e trovo stupida la teoria dei fissativi..” (Google: Guy Robert biogenesis of a perfume)

Eppure i muschi sintetici, oppure l’ambroxan o il Cetalox, le cosiddette ambre sintetiche o anche il castoreum chimico hanno una durevolezza eccezionale sulla pelle, come peraltro il Calone e altre molecole di laboratorio. Questo fatto è semplicemente dovuto alla loro natura incompatibile con il corpo umano. Difficilmente smaltibili dall’organismo, si accumulano volentieri nei filtri naturali del corpo, cervello, fegato, reni ecc, con conseguenze facilmente intuibili.

Durevolezza, queste nuove molecole per lo più inesistenti in natura la possiedono sì, ma proprietà fissative no. La fissazione di un profumo, così difficile a raggiungere e così misteriosa secondo Guy Robert, permette all’insieme del profumo di protrarsi nel tempo, legandone per così dire alchemicamente gli elementi, allorché le molecole sintetiche non fanno altro che durare più a lungo delle altre, diventando di fatto la parte di fondo della fragranza, l’unica che rimane dopo qualche ore.

Dovremmo forse tornare alla filosofia del “profumo che mi veste” invece di quella del “profumo che è me stesso”, per ritornare a godere profumi che non siano oltraggiosamente invadenti oppure persistenti fino alla nausea?

Potremmo pensare che si chiede molto di più al profumo che deve emanare la propria personalità che al profumo che deve vestire la propria persona e in particolare una sorte di esclusività. Ma non è così. La moda fabbrica degli stereotipi, degli archetipi epocali per non dire stagionali, in cui ciascuno può identificarsi, non più come persona unica ed irrepetibile, ma come membro di un club, di una casta, di una elite, di un gruppo.

I modelli proposti sono sempre i stessi: seduzione, lusso e sesso. Una visione piuttosto riduttiva non solo del profumo stesso ma sopratutto dell’essere umano. Le pubblicità dei profumi sembrano molto spesso ideate da una squadra di cocainomani filosoficamente ermafroditi.

I modelli cambiano come cambiano i costumi e il profumo cambia diventando sempre più una zuppa chimica venduta a colpo di persuasione mediatica.

La massaia si fa convincere a indossare il profumo per diventare come la modella della pubblicità. La modella è così unica e irrepetibile, ma il profumo è un prodotto di massa che sarà indossato da milioni di individui. Prima che ti accorgi che invece di attirare il sesso opposto, il tuo profumo agisce come repellente per le persone di buon gusto, cento nuovo profumi fatti per sedurre per il tempo di un altra stagione saranno pubblicizzati per tenere in piedi l’inganno del “profumo di me stesso”.

Forse sarebbe caso di ritornare alla filosofia originale del “profumo che mi veste”, magari soltanto per potere scegliere un altro modello che quello “seduzione, lusso e sesso” che è diventato il pensiero unico del profumo moderno.

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