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Corso di Distillazione e di Aromaterapia

Il corso è tenuto da AbdesSalaam Attar, compositore profumiere, co-autore del “Corso di aromaterapia per il pronto soccorso

Lecce, 28 febbraio – 1 marzo

Per info: tel. Maria Pia 393 93 16 150

 

 

 

Nuove essenze dall’Australia

Nuove essenze mi arrivano dall’Australia: il legno di sandalo Eco e il Fire tree.

Il legno di Sandalo Australiano mi è prezioso perché costa un bel po’ meno del sandalo Indiano e ne basta molto meno in composizione per avere la nota del Sandalo.
E’ coltivato e, anche se la sua disponibilità è limitata, è sempre possibile comprarne qualche quintale all’anno se dovesse avere un cliente che vuole lanciare un prodotto di massa 100% naturale che contenga Sandalo.
Contiene più farnesol del Santal Mysore Indiano, e questo componente può essere allergenico, ma questo problema si presente solo se usato puro.
Il Sandalo eco-Australia non viene da piantagioni ma è ottenuto distillando vecchi rami morti dell’albero selvatico, raccolto dai Bushmen.
Questo Sandalo è più potente, più longevo e con la nota Sandalo più netta ancora del convenzionale.
L’essenza del legno di Sandalo, come quelle di parecchi altri legni aromatici, migliora invecchiando, e apparentemente, migliora anche all’interno dei vecchi rami caduti dove rimane imprigionata per anni.
Il Sandalo eco-Australia è quindi paragonabile ad un Sandalo Australia “vintage”.

Il Fire tree (Xanthorrhoea preissil) è un legno aromatico che usano i Bushmen per accendere il fuoco. Lo stesso ho visto fare in Afghanistan, dove si accende il fuoco con un cedro resinoso profumatissimo che brucia con un fumo nero come se fosse imbevuto di gasolio.
Gli oli essenziali sono degli idrocarburi ed è per questo che bruciano bene ed é anche per questo che sono in grado di diluire le vernici sintetiche.
Il Fire tree è stato definito da Luca Turin “l’odore più interessante degli ultimi anni”. Ha una nota di testa fruttata dolce e spiccata, di tipo albicocca e mirto, che prosegue nel cuore dell’odore per lasciare un fondo legnoso fruttato molto discreto.

E’ senz’altro un odore interessante che incontra un riscontro positivo quasi universale. Sarà interessante presentarlo agli allievi di profumeria come materiale di lavoro al prossimo corso, per vedere come persone senza preconcetti lo utilizzano.

Olfatto da uomo e da cane

Stavo discutendo con Luca Turin a proposito di olfazione e stavamo provando di capire perché l’epithelium olfattivo del cane che è soltanto 4 volte più grande del nostro gli permette, secondo le teorie attuale, di sentire 10 000 volte meglio di noi.

E’ vero che il nostro epitelium è situato molto profondamente all’interno del nostro naso, dove il flusso d’aria che respiriamo è minimo, allorché l’epithelium del cane è situato proprio nella corrente d’aria nasale.

Io sono convinto che la ragione della nostra natura micro-osmica non è fisiologica bensì psicologica, ed è riassunta in una parola “soglia di percezione”.

La soglia di percezione è quella al di sopra della quale percepiamo coscientemente un odore.

Il nostro cervello ha inalzato la soglia di percezione agli odore in modo di evitare una situazione conflittuale tra il senso olfattivo e l’intelletto, tra la natura animale e quella umana, tra istinto ed intelligenza.

Una tale situazione conflittuale avrebbe impedito alla creatura umana di avvantaggiarsi pienamente dell’intelligenza nella corsa naturale per la sopravivenza.

La ragione fisiologica del nostro essere micro osmici (la posizione dell’epithelium) sarebbe soltanto una conclusione evolutiva di questa prima ragione (evitare una situazione conflittuale).

Affermo questo benché il mio concetto dell’evoluzione andasse ben oltre il concetto Darwiniane, perché il mio concetto della creazione della vita e dell’universo prende in considerazione lo spazio tempo di una maniera totalmente diverse di come poteva fare Darwin prima della rivelazione della loro relatività.

In parole semplici, non importa chi fu prima della gallina o dell’uovo, perché la gallina è nell’uovo e l’uovo è nella gallina.

La Via del Profumiere

kodo

Ci sono modi diversi per iniziare la composizione dei profumi, ma lo spirito della cosa dovrebbe essere unico, “Kodo”: lo Zen del profumo.

Nella mistica ebraica tutti i sensi danno piaceri al corpo tranne l’odorato che dà piacere all’anima. Nella “Via dei Sufi”, ogni “stato” è associato ad una fragranza e nei linguaggi semitici la parole “fragrante” (tayyib) è un sinonimo della parola “buono”, come se tutto quello che è buono deve necessariamente emanare un buon profumo e tutto che emana un buon profumo è necessariamente buono. Così abbiamo la tradizione tramandata del “profumo di Santità” che emana dal corpo dei pii a causa delle loro azioni virtuose (buone).

Un profumiere dell’industria cosmetica deve imparare a conoscere le sue note basi, la loro struttura molecolare, la storia del loro utilizzo e le loro combinazioni felici, il loro prezzo, il loro processo di fabbricazione e la loro eventuale tossicità.

Il profumiere naturale deve imparare anche lui a conoscere le sue note basi, i suoi ingredienti, le note del suo strumento. Il profumo naturale è assai più complesso delle semplici molecole di sintesi usate dall’industria del profumo di masse. L’essenza delle piante è il loro spirito ricavato tramite un processo di base dell’alchimia, la distillazione.

Una conoscenza di base della fitoterapia, la nostra medicina ancestrale, è indispensabile alla conoscenza dell’essenza, perché nell’uso medicinale delle piante aromatiche è quasi sempre la loro parte aromatica che è curativa. La conoscenza della fitoterapia permette all’esperto di conoscere le proprietà della pianta osservando la sua crescita, la sua riproduzione, il suo terreno di predilezione, il suo clima ideale, le sue reazioni alle aggressioni, il suo profumo. Il profumiere naturale deve arrivare a questa conoscenza intuitiva, odorando un’essenza, ne conosce le proprietà medicinali perché si cura con le oli essenziali, lui, la sua famiglia e i suoi amici.

La pratica dell’aromaterapia è una conclusione naturale per chi compone profumi con le essenze naturali. Gli oli essenziali sono sostanze materiali si, da usare in aromaterapia nelle bevande, nei cibi o in massaggio, ma sono anche odori, effluvi immateriali, vibrazioni, e i loro aromi agiscono su di noi in modo sorprendente.Chi non ha sperimentato per esempio l’odore del limone che fa venire l’acquolina in bocca? Oppure ricordi emozionanti legati agli odori del passato? Non sappiamo forse tutti quanto gli cattivi odori possono disturbarci e quanta gioia possono suscitare fragranze gradite come quelle del cibo, del bosco o del mare?

Il profumiere naturale deve imparare anche le proprietà psicologiche delle sue materie prime e li imparerà solo indossandole e osservando l’effetto che provocano su lui stesso e sugli altri. Questa conoscenza non può essere acquisita se no con esperienza personale e questo potrebbe prendere molto tempo. Fortunatamente diverse persone conducono ricerche nel campo della psicologia olfattiva e lo sforzo di studiare le loro conclusioni, aggiunto alle proprie osservazioni basate sull’uso personale delle essenze permetterà a chi prende la “Via del Profumo” di crescere rapidamente in conoscenza fino a contribuire lui stesso con nuove scoperte, perché il campo della ricerca olfattiva è un oceano sconosciuto ancora tutto da esplorare.

La ricerca olfattiva non è limitata alla macchina del corpo, ma esplora l’infinito dell’anima umana.

Vedi anche: Profumeria  e Aromaterapia