La democrazia del profumo: Oud Caravan Project

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La profumeria naturale è un fenomeno che merita una riflessione molto seria.

Così come la nicchia è nata da un moto di rivolta nei confronti dell’involgarimento della profumeria commerciale, l’attuale crisi di identità della profumeria artistica ha generato la reazione filosofica, più che commerciale, della profumeria naturale.

Quello che attira gli appassionati sono profumi fatti artigianalmente da profumieri indipendenti e con l’uso di un alto quantitativo di materie prime naturali.

E’ evidente che un profumo soltanto sintetico difficilmente potrà essere un buon profumo, nonostante ci sia chi propaganda quest’idea, ma allora, se il naturale diventa indispensabile per la riuscita di una fragranza, perché non servirsi soltanto di questo?

E’ questa la domanda che anima il lavoro dei profumieri naturali, creatori indipendenti, che sino ad oggi sono riusciti a sottrarsi alle leggi spietate del marketing e a farsi conoscere e apprezzare soltanto per la qualità del loro lavoro.

Tanto ha fatto per la diffusione della cultura del profumo naturale Mandy Aftel, la quale per mantenere alto il livello qualitativo dei suoi prodotti non ha nessuna intenzione di trasformarsi in un brand mercificato.

In Italia abbiamo un profumiere, conosciuto più all’estero che da noi, e intorno a questo ci sarebbe da farsi più di una domanda, la cui grande cultura e spiritualità danno un importante  contributo alla causa della profumeria naturale e le cui fragranze raccontano un mondo che si è voluto far credere fosse scomparso per essere sostituito da profumi omologati e privi di personalità, si tratta di Salaam Attar, il quale ha lanciato una importante iniziativa su Base Notes

Si tratta di un profumo per certi versi collettivo e democratico in cui il profumiere immagina una creazione aperta e a più voci.

E si tratta di un profumo all’Oud, la grande moda degli ultimi anni, nel quale sarà utilizzato ciò che nei profumi all’Oud non c’è mai, l’Oud.

L’idea è venuta a Salaam Attar dopo aver coinvolto gli appassionati nella scelta dal packaging della sua ultima fragranza: Sharif.

Il mondo della profumeria naturale, la sua conoscenza, il suo successo e il suo sviluppo sono strettamente legati ad Internet, che ha permesso a realtà necessariamente piccole di farsi conoscere in tutto il mondo.

Il coinvolgimento dei clienti in alcuni aspetti della realizzazione del profumo è un fenomeno degli ultimi due anni.

Il primo passo fu la narrazione della genesi di un profumo, Un giardino sul Nilo di Jean Claude Ellena, da parte di Chandler Burr nel suo libro The perfect scent.

Il fenomeno del profumiere star inizia con il libro di Ellena, Le parfum, e deve molto ad internet e alla propensione alle interviste derivata dallo sviluppo di una rete di siti internet che si occupano di profumo.

Successivamente sono nati i progetti dei profumieri indipendenti nei quali i pubblico può seguire in diretta la creazione di un profumo, è il caso di Mandy Aftel e letters to a perfumer on Nathan Branch, oppure le iniziative che hanno permesso agli appassionati di degustare le creazioni di diversi profumieri su un tema unico: musk project from NPG, poetry perfume, patchouli summer project, Clarimonde project, outlaw project, brave news cent project.

Adesso l’idea di Salaam Attar è quella di coinvolgere gli appassionati nella creazione della parte centrale di un profumo, la fragranza.

Le sue parole sono illuminanti:

“All’origine i profumi sono personalizzati, fatti per persone vere.

Ho sentito Guerlain in TV dire “Ho sempre fatto profumi per donne che esistevano realmente e possibilmente che avevano un’importanza nella mia vita”.

Oggi profumi sono fatti per profitti immediati, come i soldi fatti in borsa, senza un pensiero per il futuro. Futuro del profumo sul mercato, del buon nome del marchio, dell’ambiente del pianeta…

Soltanto profumieri indipendenti possono ritornare a fare profumi veri.”

 

17 risposte a La democrazia del profumo: Oud Caravan Project

  1. federica sgaggio scrive:

    Mi sembra una cosa meravigliosa. Non vedo l’ora di avere abbastanza tempo per me, da dedicare al profumo.
    Sono troppi, troppi anni che rimando.
    Grazie per le informazioni che dai.

  2. Mag scrive:

    Dici “un profumo soltanto sintetico difficilmente potrà essere un buon profumo” però mi pare che a suo tempo tu abbia parlato bene dei Pentachords, o sbaglio?

  3. Fragrance Scout scrive:

    Ho scritto che sono profumi interessanti, non che sono dei capolavori.
    E se vogliamo citare ho anche scritto questo “La tendenza a creare delle fragranze totalmente sintetiche prende sempre più piede e non so quanto sia realmente positiva.”
    Tu ritieni che la sintesi da sola possa portare a creare un capolavoro?
    Io no e penso che la profumeria naturale abbia molto da dire.

  4. Mag scrive:

    Io sono dell’idea che la distinzione tra sintetico e naturale semplicemente non abbia senso. Se uno è in grado di riprodurre sinteticamente una fragranza naturale le due sostanze a livello molecolare saranno equivalenti e al nostro naso non importa da dove provengano.
    Se poi si parla dell’idea di profumeria naturale dal punto di vista culturale, ambientale, etico, filosofico o quant’altro allora ben venga, ma al di là di questo penso che un ottimo profumo possa essere tale a prescindere dalla fonte dei suoi ingredienti.
    Ovviamente altra cosa sono i profumacci commerciali fatti con sintetici di bassa lega solo per risparmiare, quelli sono ovviamente da condannare.

  5. Salaam scrive:

    Ringrazio Giovanni di avere aperto questa riflessione che in Italia è sempre scartata e rifiutata sistematicamente con argomenti sempre gli stessi e sempre inconsistenti.
    Ma chi disturba così tanto la profumeria naturale?
    Mi dispiace vedere che il credo che le molecole sintetiche siano capace di riprodurre gli oli essenziali sia ancora in corsa.
    Non è assolutamente vero. Il linalol sintetico (che contiene le molecole sia destre che sinistre) ha un’odore totalmente diverso di quello naturale (molecole solo sinistre). E’ solo un esempio.
    Se fosse possibile riprodurre con petrochimici (perché è di questo che si tratta) il gelsomino e la rosa, non avrebbero un mercato e non sarebbero più prodotti ad altissimo costo. Invece bisogno prenotare per averli perché poco dopo la loro produzione sono esauriti sul mercato delle materie prime internazionale.
    Ma neanche la lavanda è riproducibile… Certamente chi non ha mai sentito le essenze naturali può essere ingannato a pensare che le essenze naturali possono essere riprodotte con la petrochimica.
    Il problema del sintetico in profumeria è solo qui, cosa sono queste molecole fatte con il petrolio che non esistono in natura, che sono sfornate senza che si sappia minimamente quali effetti avranno sugli organismi vivi che li assorbono (attraverso la pelle), per poi essere vietati dopo anni di uso smoderato come i ftalati o i muschi macrolitici?

  6. Roberto scrive:

    egr. Mag,
    quando tu scrivi “le due sostanze a livello molecolare saranno equivalenti” stai affermando una cosa non vera: le materie prime naturali di per sè sono miscele di molecole chimiche molto complesse contenenti fino a 300 molecole diverse, mentre le materie prime sintetiche sono molecole singole molto ben definite…quindi stiamo parlando di “sostanze” diverse….
    il profilo olfattivo, per quanto simile, non potrà quindi mai essere uguale…come esempio ti porto la differenza tra un OE di rosa ed il geraniolo: il geraniolo (un alcol terpenico) è una molecola contenuta nell’OE di rosa, che contiene altre centinaia di molecole (es. citronellolo, fenil etil alcol etc.) …..non avranno mai uguale odore. E per quanto ci si possa attrezzare, miscelare, mettere insieme tutte le molecole che vogliamo, non si otterrà mai il profilo olfattivo della rosa vera, ma solo una sua interpretazione “umana”…
    tutti i masterpieces della profumeria classica si rifanno a formule in cui la componente naturale era sovrabbondante e ci si rifaceva a “tocchi” di classe nell’utilizzo delle materie di origine sintetica in misura minima o comunque “giusta”, i cui risultati siamo ancora oggi a parlarne in tutti i consessi di profumeria….

    ..e non credo si possa affermare cosi nettamente che si possa prescindere “completamente” dalla qualità degli ingredienti nel risultato finale del profumo…

    un caro saluto

  7. Fragrance Scout scrive:

    Ha pienamente ragione Roberto, la ricchezza di una sostanza naturale deriva dalla molteplicità delle molecole odorose.
    Del resto se fosse così semplice, come dice Salaam Attar, perché pagare decine di migliaia di euro le sostanze naturali quando con due soldi si potrebbe avere un sintetico del tutto “equivalente”.
    Però per motivi anche facilmente comprensibili si vuole far credere che il sintetico sia il rimedio di tutti i mali.
    La questione della dignità del sintetico ha senso quando si tratta, appunto, di un piccolo tocco espressivo in più, poi come sempre si è portati a degenerare.
    Non è un caso che fra i tanti appassionati di fragranze all’Oud, ce ne siano veramente pochi che sappiano quale sia il profumo dell’Oud.
    Non è un caso che si dica in giro che le materie prime animali non si possano usare, quando invece non è così.
    Io ritengo che il profumo SIA le materie prime.
    Non vedo come si possa prescindere da esse.

  8. Mag scrive:

    Evidentemente non mi sono spiegato bene, chiedo scusa. Il punto del mio discorso è un altro e cerco di precisarlo: se si potesse teoricamente riprodurre completamente il contenuto di un olio essenziale con molecole di origine sintetica, il suo odore sarebbe lo stesso e sarebbe esattamente equivalente dal punto di vista chimico rispetto all’olio naturale. Il fatto che le molecole di sintesi derivino dal petrolio non significa nulla, si tratta di una fonte di building blocks che poi vengono assemblati per produrre molecole esattamente identiche da quelle che si trovani in natura.
    Non vorrei che si arrivasse a una presa di posizione per principio, penso che sia una cosa controproducente e che considerare i fatti sia sempre una cosa utile alla crescita costruttiva della conoscenza.

  9. Mag scrive:

    Dimenticavo: sto solo cercando di portare il mio contributo, detto questo io rispetto assolutamente la profumeria naturale e chi la pratica, lungi da me mettere in discussione le capacità di profumiere del maestro Salaam.

  10. Salaam scrive:

    Caro Mag, non mi sono fatto capire, questa suo affermazione “se si potesse teoricamente riprodurre completamente il contenuto di un olio essenziale con molecole di origine sintetica, il suo odore sarebbe lo stesso e sarebbe esattamente equivalente ” viene da un suo credo, o meglio da una sua opinione che fa astrazione della scienza della chimica. Ovviamente non è un chimico altrimenti non scriverebbe a sostegno di questo logica.
    Sappi che ci sono spesso due versioni della stessa molecole, una destra e una sinistra, come le due mani, identiche ma opposte. La destra non ha le stesse proprietà olfattive che la destra, e neppure la miscela delle due. E’ per questo che il linalol di sintesi non ha l’odore del linalol fabbricato da organismi vivi perché la chimica produce entrambi molecole in parti uguali mentre la piante sceglie di fabbricare soltanto quelle sinistre.
    Nello stesso modo noi fabbrichiamo 19 aminoacidi e sono tutti sinistri, perché semplicemente nella vita c’è ben altro che soltanto chimica.
    Comunque ha ragione e prendere una posizione di principio è solo fanatismo ed è per questo che le voglio spiegare che l’affermazione che ha fatto non ha alcun fondamento scientifico ed è basato su una conoscenza incompleta del soggetto (la chimica).

    Rimane il punto cruciale della petrochimica, al quale non risponde. Il punto non è tanto la natura (morte) del petrolio, ma l’impatto nocivo sull’ambienta e sugli organismi vivi di molecole che NON ESISTONO IN NATURA oppure di una versione (destrogiro) CHE NON ESISTE IN NATURA.

    Abbiamo ampia documentazione per numerose dei danni causati da queste molecole (per citare soltanto dei più conosciuti i ftalati e i muschi macrolitici) e non prenderne conto sarebbe fare esattamente quello che vuole evitare, cioè “prendere una posizione di principio”.
    Le multinazionale hanno a lungo negato e anche finanziato studi che concludevano il contrario di fatti primo di dovere inchinarsi alla verità. Non credere che le multinazionale abbiano alcuna considerazione per te, se ti uccidono, al massimo pagheranno una multa. Nessuno è responsabile. E’ legge. Le legge li passano politicanti eletti (nel migliore dei casi) con il loro sostegno finanziario. Non dobbiamo essere ingenui nei confronto dell’industria delle fragranze ed aromi (sempre petrochimica che ingurgitiamo ogni giorno).

    Dice di non volere mettere la mia capacità di profumiere in dubbio, ringrazio ma non riesco a trovare una frase sua che avrebbe messo questo in dubbio, non c’era proprio da chiarire nulla quindi. Magari ha soltanto scritto questo post scriptum per avere l’occasione di attribuirmi il titolo alto suonante di “Maestro”? Per favore non mi chiamare così, non sono maestro di nulla ed essere chiamato immeritatamente “maestro” non mi aggrada certamente.
    Salaam

  11. Mag scrive:

    Carissimo, mi spiace deluderla ma in effetti io sono proprio laureato in chimica e so bene di cosa sto parlando, e di cosa parla lei. Per questo le faccio sapere che da quasi un secolo i chimici sono in grado di produrre singoli enantiomeri (perché così si chiamano le molecole “destre” e “sinistre”) selettivamente, esattamente come fanno le piante, attraverso la cosiddetta sintesi enantioselettiva, pertanto sarebbe assolutamente possibile riprodurre il linalolo naturale se lo si volesse. Evidentemente nessuno ha vantaggio a farlo.
    Ho voluto precisare che non dubito della sua abilità di profumiere perché so che in questo ambito lei ha molta esperienza (per questo l’ho definita maestro). Tuttavia posso verificare che non ha altrettanta esperienza in chimica, cosa che non è assolutamente una colpa ma di cui lei dovrebbe prendere coscenza.
    I più cordiali saluti

  12. Salaam scrive:

    Caro Mag, non sono deluso affatto e adesso riesco a capire l’origine della sua logica in riguardo alla chimica del profumo.
    Sapevo che si potevano separare le molecole destre di quelle sinistre (per essere capiti da tutti) ma non che si poteva fare una sintesi selettiva.
    Ho spiegato nelle mie pagine sui feromoni come questo processo di separazione è stato eseguito 50 anni fa sul Bombikol per le sperimentazioni sui feromoni di certe farfalle di notte.
    Ci si potrebbe quindi effettivamente ricostituire in gran parte una essenza selezionando dal prodotto chimico le molecole sinistre.
    Il mio consulente di chimica mi dice pero che il processo di separazione è talmente costose che si pratica soltanto in rari casi. Non è praticamente usato per la materia aromatica a causa del suo costo.
    La produzione di solo molecole sinistre (enantiomeri) sembra avere un costo elevato se Lei commenta che “Evidentemente nessuno ha vantaggio a farlo.”
    A questo punto in cui è accertato che In teoria si può riprodurre una essenza naturale con molecole di sinthesi, manca solo la parte reale che dice “é stato riprodotta esattamente una essenza naturale con molecole di sintesi.
    A questo punto Roberto “The chemist” potrà parlare da pari con Lei in proposito a questo argomento.
    Capisco che l’aspetto ambientale e sanitario non sia della sua competenza e che quindi non abbia commentato, ma vorrei attirare la sua attenzione sul lavoro che Roberto ed io abbiamo fatto con la lista ECLIP e chiederle cosa ne pensa, dal punto di vista del chimico e del consumatore di profumi.  https://profumo.it/garanzia-di-naturalita-al-100/
    Se volesse commentare per aiutarci a perfezionare questa lista, completarla o correggerla, ne sarei proprio grato perché effettivamente, non sono un chimico e proprio per questo chiedo ai professionisti per potere imparare quello che mi serve di sapere.
    Non se la prendere con uno che non vuole essere chiamato “maestro”, veda quello che valgono queste persone che amano i titoli e si dilettano ad essere chiamati “Onorevoli”, “Cavaliere” e “presidente”.

  13. Mag scrive:

    Per carità io non me la prendo con nessuno, anzi inizio dicendo che apprezzo molto le ultime righe che ha scritto e che le condivido in pieno (non dico altro perché non siamo su un blog di politica), il fatto che la chiamassi maestro era solo per il dovuto rispetto al suo lavoro, e per sottolineare il fatto che io nel campo della profumeria ho senza dubbio ancora molto da imparare.
    Ho già avuto il piacere di venire a conoscenza del progetto ECLIP perché nella lunga lista dei blog che leggo spesso e con piacere ci sono, oltre a questo, anche il suo e quello del collega Roberto. Personalmente la ritengo una iniziativa molto interessante, che vi fa onore, perché a mio avviso la trasparenza è essenziale quando si offrono i propri prodotti e forse in profumeria lo è ancora di più. Di certo non credo ci sia bisogno di alcuna correzione da parte mia, si tratta di un progetto completo e ben construito, e sicuramente la collaborazione di Roberto è una garanzia sotto l’aspetto scientifico.
    Mi pare che il confronto sulla chimica sia stato felicemente concluso dunque, la ringrazio per la disponibilità a una discussione pacata che spesso è una virtù difficile da trovare.

  14. Salaam scrive:

    Il piacere di conoscerla è stato tutto mio.

  15. Fragrance Scout scrive:

    Vi ringrazio per il contributo e l’interessante discussione che ne è sorta.

  16. Salaam scrive:

    Caro Mag, una risposta all’argomento da parte di un suo collega è piombata dallo spazio cibernetico proprio nel gruppo che ospito su Basenotes, potrebbe trovare gli argomenti e le sue osservazioni interessanti.
    http://www.basenotes.net/group.php?iscussionid=1270&pp=10&page=2&do=discuss