I manoscritti di Timbuktu

I mitici manoscritti di Timbuktu esistono davvero. Ci sono molti soldi che girano attorno ad essi, i soldi delle vostre tasse che spendono gli organi internazionali e i vostri governi.
Molti soldi per muovere molta aria e come sempre, ai poveri non tocca niente e i risultati sono solo sulla carta.

Sono venuto a Timbuctu con un’idea nuova per tentare di salvare quel che resta di un tesoro che si riduce ogni anno che passa. Ho anche portato i mezzi per realizzarla.

Nessuno sa quanti siano davvero i celeberrimi manoscritti di Timbuktu, si vocifera di diverse decine di migliaia.
Finora l’UNESCO, le agenzie di diversi governi e molte ONG hanno speso una ingente quantità di denaro per salvarli.
E’ una vera sciagura che le persone direttamente interessate, i proprietari dei manoscritti non hanno avuto nessun vantaggio da questa manna.
E vera sciagura che la protezione dei manoscritti sia un fallimento pressoché totale. Essi continuano a deteriorarsi in vecchie casse di ferro e ogni turista che scende in un certo hotel della città può ripartire con un autentico manoscritto acquistato a prezzo imbattibile.

Ed è così da sempre, il mio amico Hamza l’italiano ne ha comprato uno 35 anni or sono e io stesso ho fotografato quello che mi hanno proposto a prezzo “imbattibile” . 
Possiedo i manoscritti di discendenti dei sapienti e dei santi del tempo dello splendore di Timbuktu. Hanno imparato a diffidare degli europei che chiedono i manoscritti per restaurarli o che propongono progetti e finanziamenti… glieli hanno portati via tante volte…
Sono venuto con un’idea completamente nuova e democratica rivolta a questi proprietari di manoscritti, i “bibliotecari” come sono chiamati qui. 
“Questi manoscritti si deteriorano inesorabilmente nei vostri bauli, presto non avrete più nulla. Salvate il loro contenuto prima che sia troppo tardi! Digitalizzate tutti i vostri documenti”.
Mi hanno risposto che non avevano i mezzi tecnici per farlo, sono troppo costosi. (Gran parte della popolazione vive con un euro mezzo al giorno).
“Non è vero, basta disporre di una macchina fotografica da 100 euro. Tanto si tratta solo di salvare i contenuti, mica di fare fotografie d’arte”.
Mi hanno detto che per immagazzinare le immagini ci sarebbero voluti molti CD e che questi costano cari. (un CD costa un stipendio giornaliero locale). 
“Non è necessario usare CD, basta un hard disk esterno da 500 giga che costa 100 euro per immagazzinare un milione di fotografie, cioè tutta una biblioteca”.
Mi hanno obiettato che gli specialisti Europei gli avevano detto che il flash delle fotocamere avrebbero danneggiato i documenti.
“Basterà scattare senza far uso del flash, alla luce del giorno. Funziona benissimo ».

Quindi ho portato per loro una camera fotografica e 3 hard disk da 300 giga.
Ho provato a convincerli di salvare il contenuto di tutti i loro libri al più presto, perché la loro distruzione è un processo in corso ogni minuto. 

Una volta salvati in computer, i loro libri possono essere venduti migliaia di volte invece di una volta sola. Tutti i turisti hanno una chiave USB per scaricare un libro. Prometto il mio aiuto a costruire un sito per loro come il mio commercio online. Invece di vendere profumi venderanno libri in formato PDF. Ho già comprato per loro due negozi, librairiedetombouctou.com et timbuktulibrary.com
Un negozio online è raggiungibile dal mondo intero, senza fuso orario e senza limiti geografici, ogni ora del giorno e della notte. 
Una poggia di denaro cadrà su loro conto giorno e notte. Non devono neppure spedire qualcosa, i clienti scaricano da Internet i libri acquistati. Tutto è automatico.

Non hanno praticamente nulle da fare, solo fotografare il più libri possibile. Li aiuterò a realizzare il negozio online, gli insegnerò a farlo funzionare e tutto sarà intestato a loro. Lascio tutto qui, camera foto, hard disk, avranno tutte le immagini dei libri sotto il proprio controllo.

I miei amici bibliotecari sono molto interessati. Li ho convinti. L’idea è semplice e luminosa. Nessuno gli ha mai proposto una cosa così tanto nel loro interesse.
Gli ho quindi insegnato come fotografare i manoscritti nel modo più veloce e professionale e gli ho lasciato il materiale. Hanno un mese per fotografare 300 libri. Se lo fanno, lascerò tutto il materiale con loro e comincerò a costruire il sito e lo trasferirò a loro nome.
Adesso tocca a loro.