Oggi siamo tornati per smontare l’accampamento e versare l’acqua di Zam Zam nel pozzo.

Il nipote del “Re” ha lavorato con i nostri operai in una maniera che ci ha colpita a tutti. Ha lavorato molto più sodo di loro senza mai fare un problema. Il suo zio ce l’ha mandato per aiutarci, il pozzo è di loro proprietà e sta lavorando per se stesso, ma la sua serietà sul cantiere merita di essere ricompensata.
Ho notato che si è innamorato del giardino, ho pensato: quale più gradito regalo che di costruire un sistema per portargli l’acqua nel giardino?

Ieri ho chiesto ad Ibrahim cosa ne pensava e lui mi ha risposto che Abu Bakr aveva già richiesto questo, ma significava un giorno di lavoro in più con delle spese di materiale e di mano d’opera che non erano previste nel contratto. Abu Bakr non potendosi permettere questa spesa, aveva rinunciato.
Ibrahim lo ha chiamato e gli ha detto: AbdusSalaam ed Io siamo impressionati di come hai lavorato con i nostri operai e ti vogliamo ricompensare, preferisci che ti diamo dei soldi oppure che ti portiamo l’acqua nel giardino?

Abu Bakr ha scelto senza esitare l’acqua nell’orto, era raggiante di felicità. Ho quindi assunto la spesa e commissionato Ibrahim per costruire la Vasca di Abu Bakr, e oggi siamo tornati per smontare l’accampamento, per versare l’acqua di Zam Zam nel pozzo e per costruire la vasca. Dei tubi sotterrati permettono ad Abu Bakr di ricevere l’acqua del pozzo direttamente nel suo giardino a 30 metri di distanza. Per Abu Bakr, avere sufficientemente acqua per lavare i vestiti è un lusso inaudito. 

Dopo di ché io sono sceso nel pozzo per versare Zam Zam. Ho poi iscritto secondo le istruzioni di Ibrahim “Pozzo riabilitato con sistema moderno di captazione per colonna filtrante, con l’aiuto dei musulmani Italiani.”
Poi ho scritto l’indirizzo internet dove si può vedere tutta la storia di Bir Amin.

Baba è tornato con noi a Timbuktu e se vuole studiare rimarrà qui. Ho ancora qualche giorni per occuparmi con Ali, di trovargli una scuola.