Vecchi e nuovi miti della profumeria


Sfatare i miti della profumeria

Piramidi olfattive, bugie e miti della profumeria moderna

Il piu’ grande mito della profumeria

Vecchi e nuovi miti della profumeria

 

Ingredienti fissativi, uno dei miti più forti della profumeria

Se per fissativi intendete una singola molecola che odori sulla pelle per ore dopo che tutto il resto del profumo è scomparso, allora i fissativi esistono, si chiamano Calone, macrolytic musk e così via … E, io affermo, più sono persistenti più sono incompatibili con la biologia e più pericolosi per la salute.

Se per fissativo si intende invece un prodotto aromatico che sosterrà il tuo profumo nel tempo, gli darà persistenza sulla pelle senza lasciare traccia di sé, basta ascoltare Guy Robert, la cui fama come profumiere è incontestabile, ma la cui natura iconoclasta è in gran parte sconosciuta.

L’autore di Madame Rochas, Caleche, Equipage, Gucci Parfum e Dioressence disse: “La longevità non è facile da conseguire, nessuno sa come e perché questo accade. Odio e trovo stupida la teoria dei fissativi. Conosciamo tutti quelle canzoncine che ascoltiamo ovunque e quasi subito dimentichiamo ma, a volte, una di queste canzoni si attacca al nostro orecchio e andiamo avanti a fischiettarla tutto il giorno … vi posso assicurare che l’autore di queste canzoni di successo non hanno utilizzato alcun ” ingrediente fissativo” per ottenere quel risultato … ” . Continua a leggere

nessuno sa come e perché questo accade … “, “gli  ingredienti fissativi sono solo una teoria … “? ? …

Questo per oggi è abbastanza cibo per la mente dei lettori. Ricordate quante persone apparentemente competenti e qualificati parlano di ingredienti fissativi.

Longevità non è facile da conseguire… ” Direi che può essere raggiunta solo per pura fortuna, ma se per profumo si intende l’ultima molecola odorosa di Calone o Sandeol che ti piace, sii felice con essa, ma in realtà, questo non è profumo.

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Da cosa dipende la qualità di un profumo? Senza dubbio la qualità di un profumo dipende solo dalla quantità di ingredienti naturali che esso contiene.

Non vi può essere un buon profumo senza una qualche percentuale di naturale.

Ci possono essere più molecole in una singola essenza naturale di quante ve ne sono in una fragranza commerciale composta da 100 o 200 singole molecole di sintesi.

Non ci sorprende quindi che qualsiasi quantità di naturale in un fragranza chimica porti volume e profondità che le sarebbero completamente mancanti.

Il problema che si pone l’industria è capire quanto è quel minimo di naturale che è sufficiente per trasformare una zuppa chimica in un piatto commestibile.

Il problema della profumeria di nicchia invece è quanto naturale accetterà il suo cliente così abituato a mangiare la minestra chimica.

Dopo la pluri-decennale diseducazione olfattiva delle masse, la credenza universale è che non vi possa essere un buon profumo senza una certa quantità di sintetico.

Proprio come la convinzione universale che non ci può essere libertà senza “democrazia” e mercato “libero”. E’ ovviamente falso, ma solo quelli che non sono stati accecati possono vederlo.

Sarebbe come dire a Leonardo che non vi può essere un buon dipinto senza colori chimici. La ricerca dei colori di qualità e la loro fabbricazione è stata in passato una parte importante del lavoro del pittore esattamente come la ricerca di essenze di qualità e la loro distillazione è una parte importante del lavoro del profumiere naturale di oggi.

Non è possibile cucinare un piatto meraviglioso con ingredienti di bassa qualità. Lo stesso vale per la profumeria.

Profumeria di massa è come il cibo del supermercato. E’ per la massa. Se siete alla ricerca di qualcosa di meglio, è necessario cercare fuori dal circuito dei supermercati, fuori dalle profumerie, direttamente nei ristoranti degli chef, direttamente dai profumieri artigiani che entrambi scelgono con la massima cura i loro ingredienti. I loro prodotti sono talmente artigianali che non debbono essere firmati, le loro impronte digitale sono sul vostro piatto e sulla vostra bottiglia.

Questo è lusso.

 

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Distillare un’isola – Il pepe rosa

I PROFUMI DEI GIARDINI DI MAULANA

La mia casa a Lefke ha il più bell’albero di pepe rosa del villaggio. L’albero del pepe ha lunghi rami cadenti che si muovono nel vento come se fossero lunghi capelli. Da questa similitudine ho immaginato che la sua essenza sarebbe un buon rimedio contro la caduta dei capelli.

pepper-tree

Il profumo delle foglie, dei frutti e dei fiori è praticamente lo stesso e abbiamo deciso di distillare tutto insieme.

pepe-frutti  pepper-flowers

Questa volta useremo l’installazione più rudimentale di Abdul Halim francese e il suo distillatore più piccolo di 40 litri.

abdulhalim

40liters

pepper-distillation

Il distillatore è riempito, selezioniamo soltanto le foglie, i frutti e i fiori, tagliandoli dai rametti. E’ la parte più lunga del lavoro.

rauf-visit

AbduRa’uf Americano ci fa una visita e sente la prima distillazione a Lefke del pepe rosa.

rauf-distiller

Sorride della nostra piccola macchina perché lui utilizza soltanto il distillatore da 200 litri, e ci guarda come uno al semaforo alla guida di una grossa Mercedes guarda uno che guida una Fiat 500.

pepper-essence

Quando l’essenza viene giù, siamo felici della sua limpida trasparenza e della quantità che viene fuori.

pepper-bottles

L’essenza è fantastica,  piperita e balsamica e piace a tutti. Prepariamo già le bottiglie per il nostro negozio.

 

Lefke 15 04 2014

Distillare un’isola – Turunj: arancio amaro fiori e foglie

I PROFUMI DEI GIARDINI DI MAULANA

L’albero di arancio è il vero simbolo di Cipro Nord. Gli aranceti sono dappertutto e il commercio degli aranci era la fortuna della regione fino a poco tempo fa.

Turunj è il nome cipriota per l’arancio amaro. Lo chiamano “Il padre degli aranci” perché tutti gli agrumi vengono innestati sul suo tronco. Turunj ha le foglie più dolcemente profumate di tutti gli agrumi e dalle sue fiori si estrae l’essenza di Neroli.

Abdul Halim, Francese residente sull’isola , ha imparato da me i rudimenti della distillazione qualche mese fa ed è diventato  un distillatore esperto.

Siamo andati nell’aranceto di Sheikh Bahauddin in ricerca di alberi pieni di Barakat per distillare le essenze che diventeranno la nostra produzione dei nostri “profumi dei giardini di Maulana”.

Moltissime foglie e fiori sono necessarie per ottenere soltanto un po’ di olio essenziale. E’ veramente un liquido molto prezioso.

Useremo il nuovo distillatore da 50 litri che ho costruito.

Il nostro allievo sta imparando il mestiere con il suo padre e con me.

Il distillatore è riempito con la nostra fragrante raccolta.

Dopo mezzora, il meraviglioso miracolo accade, la pura essenza, vero spirito vivo della pianta, viene alla luce nella sua forma materiale. L’odore della pianta, che è immateriale, diventa un  liquido materiale attraverso il processo elimina dalla pianta tutto ciò che odore non è

Questo è il risultato straordinario ottenuto dal primissimo di tutti i processi alchemici, la distillazione.

C’è molto da riflettere qui per i murid di Lefke che distillano i giardini di Maulana.

La separazione tra l’essenza e l’acqua aromatica si fa in un vaso fiorentino che ho realizzato con materiali locali

L’essenza è deliziosa, fiorita e fresca, confortante, rasserenante e rincuorante, molto somigliante al neroli ma più terrena. Balliamo di felicità.

Dopo il duro lavoro e la bellissima ricompensa di avere ottenuto questo  meraviglioso spirito fragrante dei giardini di Maulana, il minimo che ci spetta a noi dervishi è di sedersi sui tappetti sotto gli alberi, prendendo il tempo di stare in compagnia, bevendo tè e odorando profumi.

E’ una vita bellissima.

Lefke 14 04 2014

 

Il Progetto Oud Caravan, Intervista

Articolo tradotto da Suzanne’s Journal

Siete invitati: il progetto OUD CARAVAN su Basenotes.net

Introduzione, Illustrazione ed Intervista con Abdes Salaam de La Via del Profumo

Comprando il pane da un uomo a Brussels

Era sei piedi piedi per quattro, e pieno di muscoli

Dissi, “Parli la mia lingua?”

Egli sorrise soltanto, e mi diede un panino vegemite Continua a leggere

Sharif, Ricordare le Prime Funzioni del Profumo

Photo courtesy Nathan Branch

Traduzione autorizzata dall’autore Denyse Beaulieu  Graindemusk

C’è un momento, nella pratica di qualsiasi mestiere, in cui è il tuo materiale – che si tratti di argilla, di parole, o di essenze aromatiche – a determinare la forma che è chiamato ad assumere. La percezione della sua logica interiore, delle sue dinamiche e delle sue armonie, Continua a leggere

Il trend della profumeria naturale (terza parte)

Luca Turin può benissimo essere considerato colui che ha avviato l’intero processo di riconoscimento della Profumeria Naturale quando nel 2006, nel suo iconico DUFFNOTES su NZ Folio, dichiarò alla comunità dei profumistas, con straordinaria lungimiranza: “Ora ci sono ufficialmente quattro generi di profumeria: normale, di nicchia, vintage e naturale.”

La sua dichiarazione non era un riconoscimento del valore dei profumi naturali, non ancora. E’ stato solo il riconoscimento della testardaggine dei profumieri naturali. Egli capì che essi stavano dando vita ad una tendenza, e che non avrebbero rinunciato alla loro idea di produrre profumi naturali al 100%, qualsiasi cosa potesse accadere, e qualsiasi cosa Luca Turin potesse dire. Continua a leggere

Il trend della profumeria naturale (seconda parte)

Non molti anni fa esistevano solo tre tipi ufficiali di profumeria: Vintage, di grande distribuzione, e profumeria “di nicchia”, come Creed o Lutens.

Gli ultimi vent’anni hanno visto non solo la nascita e la crescita di profumieri naturali indipendenti, ma anche dei profumieri della “Nuova Nicchia”, come Ormonde Jane, Andy Tauer, Dawn Spencer Hurwitz, ecc, che hanno ottenuto un riconoscimento e raggiunto un grado di successo superiore a quello dei profumieri naturali, proponendo un ritorno alle origini della profumeria moderna, in cui l’arte della fragranza risiedeva nel contrasto o nella complementarietà tra elementi sintetici ed elementi naturali.
Il loro successo nel mercato di nicchia è stato dovuto al fatto che essi stavano offrendo ciò che era completamente scomparso dalla profumeria di massa, e stava scomparendo dalla “Vecchia Nicchia”: creatività, sperimentazione, nuove idee. Continua a leggere

Il trend della profumeria naturale (prima parte)

Appena tre anni fa, i profumieri naturali rappresentavano un’avanguardia di testardi idealisti, riuniti da Anya McCoy nella Gilda dei Profumieri Naturali. Quelli che hanno accettato i suoi punti di vista sono rimasti nella Gilda, gli altri l’hanno lasciata ed hanno proseguito per conto proprio, testardamente..

La testardaggine è un’ovvia qualità dei profumieri naturali.
Essi hanno cominciato facendo profumi che nessuno voleva comprare, che i critici criticavano, con ingredienti che sono molto costosi e spesso difficili da trovare. Il costo dei loro materiali è mediamente 20 volte superiore al prezzo medio delle sostanze sintetiche, e questo rende le loro fragranze molto costose, quindi più difficili da vendere, e oltretutto con un margine di profitto ridotto. Perdipiù, generalmente i consumatori hanno conosciuto soltanto profumi sintetici distribuiti sul grande mercato di massa, ed il loro primo incontro con le essenze naturali risulta quindi, il più delle volte, qualcosa di traumatico.

I profumieri naturali sono semplicemente andati avanti, senza badare alla ragione od a chicchessia, sospinti dalla passione per gli aromi naturali.

Scrive Trygve: «A noi [appassionati di profumo naturale] non interessa se quei poveri, piccoli, tristi liquidi sintetici sono più economici, o se ogni lotto è una replica esatta di quello precedente, anche se la consistenza è molto importante per le grandi produzioni commerciali. Non mi importa se quelli sintetici sono in parte naturali, o completamente innaturali, anche se hanno un buon profumo, come alcuni di loro innegabilmente hanno..
Semplicemente non sono ciò con cui c’interessa dilettarci.»

Questa era la situazione, appena tre anni fa. In questi anni, il serrato lavoro di promozione iniziato da Mandy Aftel (la regina del verde) e promosso da Anya McCoy è stato intensificato dall’aperto sostegno dei più influenti blogger di profumi (Michelyn, Nathan, Raphaelle, Elena, ecc.).

La profumeria naturale sta diventando una tendenza in cui anche l’industria è interessata ad entrare, ma allo stesso tempo i profumieri indipendenti non naturali stanno anche scorgendo l’opportunità di conquistare il nuovo crescente mercato di quei consumatori che scelgono i prodotti naturali come opzione salutare, etica e filosofica. Produrre anche profumi naturali è per loro un modo eccellente per “acquisire un’immagine” di qualità, di rispetto per l’ambiente ed di eticità.

Finora, per i profumieri naturali la sfida è stata quella di comporre fragranze naturali al 100%, che potessero reggere un confronto con le fragranze di nicchia e di grande distribuzione, di ottenere un riconoscimento proprio su questo mercato, specialmente dai profumistas [appassionati di profumo].

Questa sfida non è commerciale, poichè i profumieri naturali non costituiscono una realtà economica tale da poterne parlare in questi termini talmente è marginale. La sfida è stata piuttosto mediatica, ed ha avuto luogo quasi interamente sui media del Web.

La dinamica di MKG dei profumieri naturali è stata finora quella di conquistare il riconoscimento del mercato nicchia/grande distribuzione, ed ha avuto un successo incredibile.

Dietro questo successo ci sono 2 persone, Mandy Aftel e Anya McCoy. Mandy è stata abile a produrre profumi lussuosi per un mercato di fascia alta, ed a diffondere una “Teoria dei naturali” con i suoi libri. Ha dunque fornito insieme l’immagine e la prospettiva ideologica.

Anya McCoy ha fornito una campagna di marketing a lungo termine molto efficace sul web, e quell’organizzazione delle “infrastrutture associative” che Mandy non era riuscita a realizzare con la Gilda. Insieme hanno convinto i blogger e le riviste online a dare
spazio alla profumeria naturale, ed il supporto di questi ultimi è l’ultimo fattore che effettivamente ha permesso a questa tendenza di sorgere.

La tendenza della profumeria naturale che ha appena avuto inizio è dunque dovuta ad una triplice sinergia, Mandy-Anya-blogosfera.

Continua..

Un nuovo standard etico per i consumatori di profumi

LA LISTA ETICA COMPLETA DEGLI INGREDIENTI NEI PROFUMI

LA LISTA E.C.L.I.P

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Per la maggior parte delle persone l’unico fattore che determina il loro acquisto di un profumo è se gli piace il suo odore.

Ogni anno  però un numero sempre maggiore di  persone chiede di sapere cosa c’ è nei profumi che comprano per poter effettuare una scelta con criteri etici, ideologici o salutistici.

per esempio, i vegan non accettano certi ingredienti così come le persone con allergie. Continua a leggere